Alla Fondazione Murialdi si è parlato della crisi del giornalismo e delle imprese editoriali. All’incontro hanno partecipato giornalisti, professori universitari e un giurista.
Sono emerse con forza le richieste avanzate da tempo. Intanto, quella di una legge nuova, “adeguata ai tempi”. Molti hanno sollecitato una riflessione sulla percezione che l’opinione pubblica ha dei giornalisti e della libertà di informazione.
Giancarlo Tartaglia, segretario della Fondazione Murialdi, ha definito “deboli” le redazioni di oggi. “I primi a fare informazione non sono più i giornalisti, ma gli editori e i direttori di testata che garantiscono la linea e rispondono alle logiche degli imprenditori”. Imprenditori che ora stanno spingendo all’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

