Per Crimi, pur non essendo un punto inserito nel contratto di governo, c’è la necessità di rivedere i fondi pubblici ai giornali.
Prosegue Lorusso: «Se l’idea del neosottosegretario con delega all’editoria, al quale vanno gli auguri di buon lavoro, è quella di accanirsi contro piccole realtà editoriali, che spesso rappresentano l’unica voce dei territori, siamo di fronte a un’inutile esibizione muscolare. L’unico risultato sarà quello di assestare un colpo mortale al pluralismo dell’informazione, all’occupazione e al diritto dei cittadini ad essere informati, quindi all’articolo 21 della Costituzione».
Alla fine comunque c’è una importante apertura al dialogo e alla collaborazione: «Se la volontà del neosottosegretario è quella di aprire una fase di confronto su tutte le criticità del settore, la Federazione nazionale della Stampa italiana è pronta da subito a ragionare di riforma dell’editoria, partendo dai temi del lavoro regolare e del contrasto al precariato nel settore dell’informazione, sui quali nessuna risposta soddisfacente è arrivata dal precedente governo».

