“L’ascolto e il silenzio, fondamentali per la comunicazione sono fonte di relazioni vere, sempre nuove e diverse. In queste relazioni, che diventano incontro con gli altri, si sviluppa un’informazione autentica, che non è semplice trasmissione di notizie, ma soprattutto disponibilità, arricchimento reciproco, relazione”, ha detto.
La custodia e il silenzio per lui sono la “cura perfetta per i malanni dell’autoreferenzialità”.
Il giornalista, come un custode della verità, non deve essere preoccupato della velocità con la quale dare le notizie e dell’attenzione che generano, ma deve essere attento alle persone.
“La comunicazione e l’informazione diventano costruttrici di ponti di umanità e di dialogo, favoriscono una comprensione a servizio anche di quanti non hanno voce, sanno porsi alla ricerca delle cause reali che tante volte sono dietro ai conflitti”.
Alla fine è intervenuto Vincenzo Corrado, nuovo direttore dell’Ufficio Cominicazioni sociali della Cei. Ha ringraziato i presenti e monsignor Russo per le sue parole sul “custodire la notizia” e sul “silenzio” come “apertura per una comunicazione efficace”.

