La terza edizione del rapporto ‘State of media’ di Crowd React Media rivela una tendenza sorprendente, almeno negli Stati Uniti: “la radio e la tv tradizionale si confermano come risposte appaganti per un pubblico in cerca di autenticità e semplicità”.
Appare una certa “stanchezza” verso i modelli digitali, condizionati sempre più dalle macchine e dagli algoritmi. E così “i broadcaster tradizionali stanno vivendo una fase di evidente resilienza e riscoperta da parte del pubblico”.
E quello che accade Oltreoceano nel mondo dei media, poi si trasferisce anche in Europa.
La radio è “il mezzo più stabile dell’intero ecosistema mediatico”. Aumentano gli ascoltatori, superando le incertezza dell’anno prima.
Anche la tv tradizionale è in ripresa, proprio per la sua semplicità di utilizza e facilità di fruisizione.
La forza, ci dice la ricerca, “sta nell’informazione locale, che raggiunge i telespettatori in modo trasversale a ogni fascia demografica”. Il digitale non ha la stessa capillarità e non offre la stessa fiducia.
Persino il palinsesto tradizionale e il legame territoriale oggi sono “punti di forza che garantiscono affidabilità editoriale e una presenza umana rassicurante, alternativa ad un mare di contenuti fittizi ed indistinti”.


