30 Dicembre 2025
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Si chiudono le porte sante e ci chiediamo cosa resta di questo giubileo

La strada giusta per arrivare alla porta stretta

la strada giusta per arrivare alla porta stretta

Vincenzo Varagona

Si chiudono le porte sante, si apre un nuovo anno e ci chiediamo, come sempre, cosa ci portiamo dietro e cosa lasciamo, volentieri, a casa. Più gli anni passano, poi, più questa domanda rischia di essere rituale, stanca e quasi svuotata di significato.

In una vignetta di Prefectum intitolata Lapsus clerici, un monsignore commenta: “L’anno santo apertto da Francesco sarà chiuso alla grande dal suo successore…” L’altro monsignore risponde: “Un vero giubi…leone”.

Vino Nuovo è un blog che attraverso post graffianti invita a riflettere su dove, effettivamente, stiamo andando.

Il ‘dove’ stiamo andando ce lo ricorda, in perfetta solitudine, proprio papa Leone, che dopo essersi presentato, pubblicamente, invocando a gran voce ‘pace’, sta assistendo, come tutti noi, alla più grande corsa al riarmo degli ultimi decenni. La scrittrice Susanna Tamaro, intervistata da Fabio Colagrande su Vatican News, sottolinea proprio il sistematico silenziamento del pontefice – stesso trattamento riservato in precedenza a Francesco – sulla ‘follia’ del riarmo sul quale si sta organizzando una magnetica sintonia dei cosiddetti grandi della terra. Dietro il paravento di un assestamento degli equilibri internazionali c’è, in realtà, solo un riassetto degli equilibri economici e finanziari.

Il ‘bullo’ del mondo è appassionato di videogiochi e la guerra è uno di questi. Spiana territori in cui la vita umana è un optional per creare campi da golf veri, spiagge e saune. Intanto generazioni intere vengono annientate, a Gaza, come in Ucraina e – in parte – in Russia, ma anche in decine di altri paesi dove lo sterminio avviene nel silenzio anche mediatico.

Questo anno santo sembra esserci passato sopra come una folata di vento leggero. C’è davvero da chiedersi cosa c’è dietro quelle folle di milioni di persone che hanno affollato piazza San Pietro, la Basilica o anche Santa Maria Maggiore, dove è stato sepolto Francesco.

Hanno varcato, tutte e tutti, una porta. Allora, mi piace recuperare una bella immagine di fra Alberto Maggi, una riflessione sul Giubileo e sulla porta santa. Si usa, infatti, spesso l’immagine della porta stretta difficile da passare. Il biblista, come sempre, offre una sua visione, abbastanza diversa da quella classica: “La porta santa, dice, non è stretta e difficile da passare, piuttosto è difficile trovare la strada giusta per arrivarci”.

Trovo profondo e vero questo ragionamento. La sete di potere, di guadagno, ci fanno smarrire la strada. La vera strada che il Signore ci indica è quella dell’amore che – se scelta – ci accompagna per tutta la vita. Per mille motivi non è una strada che riusciamo a individuare e percorrere con pienezza. Ecco, quindi, guerre, conflitti, crisi, che comunque hanno sempre radici lontane: sfruttamento, voglia di possesso, prevaricazioni, supremazie, controllo, e così via. Cerchiamo la strada giusta e il mondo sarà nettamente migliore.