Come hanno raccontato le cronache nazionali e locali circa seicento pastori sardi, mobilitati da Gigi Sanna, pastore e leader del complesso musicale degli Istentales, hanno donato mille pecore e 500 quintali di foraggio ai colleghi di Cascia messi in ginocchio dal terremoto che ha colpito il centro Italia.
Grazie ai media che hanno riportato con enfasi questa iniziativa, un piccolo gesto di solidarietà quotidiana, così normale nella vita agropastorale sarda, è diventato un vero e proprio simbolo di comunità e fratellanza.
L’antica paradura sarda, grazie alla solidarietà di circa seicento pastori sardi che hanno messo a disposizione qualche capo del loro gregge, è diventata l’esempio di come, stando insieme, si possa reagire alle avversità della vita. Perché, come ha detto il promotore Gigi Sanna in un’intervista, i pastori sono pastori sempre e ovunque. E si aiutano a vicenda, non importa che siano sardi, umbri, lombardi o campani.
Dalla Sardegna, terra di millenaria bellezza, ma anche terra di enormi difficoltà sociali ed economiche (che peraltro riguardano anche il comparto della pastorizia messo in ginocchio da una crisi senza precedenti), è arrivato un grande esempio di civiltà, di solidarietà e di mutuo aiuto. Un importante segno di speranza per una società malandata come la nostra in cui, piuttosto che la solidarietà, sembrano prevalere gli egoismi, le divisioni e le rendite di posizione. Quei seicento pastori sardi, donando una o due pecore del loro gregge ai colleghi umbri colpiti dal terremoto, hanno dimostrato che dalle situazioni difficili si può uscire. Ma solo reagendo tutti insieme e dando, nei limiti delle proprie possibilità, ognuno il suo piccolo contributo.
foto: Coldiretti Sardegna

