Il rapporto dell’Università La Sapienza di Roma e della Fondazione Murialdi (con il supporto di Inps, Ordine dei giornalisti, Inpgi e Casagit), rivela alcune criticità nella professione già emerse in questi ultimi tempi.
Lo ha sottolineato il presidente dell’Ordine, Carlo Bartoli, intervenendo proprio alla presentazione del rapporto. Servono percorsi di accesso nuovi, è necessario puntare sulla qualità del lavoro giornalistico.
Oltre a Bartoli, sono intervenuti Alessandra Costante, segreteria generale Fnsi e Roberto Ginex, presidente Inpgi.
La ricerca fa emergere, tra le criticità, la distanza sempre più grande che separa il mondo dei dipendenti e quello degli autonomi. Non solo: tra gli autonomi ci sono anche quelli che ricevono cifre bassissime, inferiori ai cinquemila euro all’anno, per collaborazioni con micro imprese editoriali.
Bartoli, secondo quanto riferisce il sito dell’Ordine, ha posto l’accento sulla formazione, sulla necessità di rivedere e “ripulire” gli elenchi, eliminando chi non ha neppure interesse a svolgere la professione e ha ribadito la necessita dell’approvazione di norme sull’equo compenso. Dovranno essere “coerenti con il dettato costituzionale” e assicurare “standard dignitosi di retribuzione per il lavoro giornalistico”.


