“Un vero giornalista, un artigiano di un giornalismo libero, ‘rimane sul pezzo’, vi ‘dimora’. Non è un mero e distaccato cronista ma segue una vicenda con attenzione e cura, tenendosi costantemente informato, si ‘sporca le mani’ per approfondire i fatti, per aiutare ad interpretarli in verità”.
Con queste parole l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, si è rivolto alle giornaliste e ai giornalisti nella celebrazione eucaristica in suffragio dei giornalisti siciliani uccisi dalla mafia che si è tenuta presso la parrocchia San Francesco di Sales a Palermo.
Un’iniziativa promossa dall’Ucsi Palermo, presieduta da Roberto Immesi, e dell’ufficio diocesano comunicazioni sociali diretto da Luigi Perollo, a pochi giorni dalla Giornata mondiale della libertà di stampa che si è tenuta il 3 maggio.
Ospitati dalla comunità parrocchiale guidata da don Giovanni Basile e intitolata al patrono dei giornalisti, i giornalisti hanno pregato per i colleghi che non ci sono più e per quelli che ancora oggi vengono perseguitati o arrestati solo perché raccontano la verità.
“I giornalisti uccisi dalla mafia ci raggiungono ancora oggi, vivi, reattivi, provocatori, ci narrano e ci testimoniano la ‘parabola’ che è la loro vita”, ha detto monsignor Lorefice che ha presieduto la celebrazione a cui hanno preso parte anche l’Eparca di Piana degli Albanesi monsignor Raffaele De Angelis, il consulente ecclesiastico Ucsi Palermo don Dario Chimenti, monsignor Pietro Martorana, i soci Ucsi don Orazio Caputo e don Pino Grasso.
“Come giornalisti cattolici abbiamo voluto onorare la memoria di chi ha dato la vita per questa professione con il nostro specifico, ossia con una celebrazione eucaristica – ha detto il presidente di Ucsi Palermo Roberto Immesi -. Grazie alla disponibilità dell’arcivescovo di Palermo e dell’Eparca di Piana degli Albanesi, abbiamo realizzato una iniziativa che vorremmo trasformare in un appuntamento da ripetere ogni anno”.
“Fare memoria dei giornalisti che sono stati uccisi solo perché a servizio della verità – ha detto Luigi Perollo che è anche componente del Consiglio direttivo Ucsi Palermo – ci consente di riflettere sulla nostra professione che rimane la più bella del mondo e significa chiedere a noi stessi di essere testimoni del loro sacrificio, facendo bene il nostro mestiere”.
Un momento che i giornalisti hanno vissuto con intensità e gratitudine grazie anche alle tante presenze: il vicepresidente nazionale Ucsi Mimmo Interdonato, il presidente Ucsi Sicilia Gaetano Rizzo, il presidente dei garanti Antonio Foti, il presidente dell’Inpgi Roberto Ginex, la segretaria Fnsi Alessandra Costante, il consigliere Inpgi Vincenzo Lombardo, il segretario dell’Odg Sicilia Filippo Mulé, i revisori dell’Odg Sicilia Vittorio Corradino e Salvo Messina, il revisore Ucsi Giampiero Corso, il revisore Ucsi Sicilia Luca Insalaco, il segretario di Assostampa Palermo Gianluca Caltanissetta, il consigliere Fnsi Giancarlo Macaluso. E ancora le socie e i soci dell’Ucsi Palermo ma anche tanti colleghi come Giulio Francese, Giuseppe Marinaro, Marta Genova, Leone Zingales, Peppino Lo Bianco, Francesco Inguanti, suor Fernanda Di Monte.
Presenti anche le istituzioni con il presidente della Corte d’Appello di Palermo Antonio Balsamo, il magistrato Laura Vaccaro per la Procura di Palermo, il viceprefetto Angelo Alù, la dottoressa Giovanna Giaquinto per la Questura, il tenente colonnello Carlo Bozzi della Guardia di Finanza, il colonnello dei Carabinieri Aniello Schettino.
E ancora l’assessore comunale Dario Falzone, il presidente del consiglio comunale di Palermo Giulio Tantillo, i vice Teresa Piccione e Pino Mancuso, i consiglieri Mariangela Di Gangi, Ottavio Zacco e Fabio Teresi.


