L’intelligenza artificiale e i conflitti contemporanei rappresentano due delle principali fonti di d’inquietudine del nostro tempo. Le guerre mettono alla prova la capacità del giornalismo di testimoniare la realtà. Allo stesso tempo, l’IA rende sempre più fragile il confine tra vero e verosimile, introducendo nuove forme di manipolazione. In questo scenario, il giornalismo è chiamato a rafforzare il proprio ruolo di presidio etico, deontologico e civile, fondato su verifica, responsabilità e costruzione di fiducia.
Il racconto giornalistico della guerra richiede il rigoroso rispetto della deontologia, privilegiando umanità e professionalità per evitare la spettacolarizzazione del dolore, una delle fonti dell’Inquietudine, argomento a cui è dedicato l’intero evento di Rondine. Le norme impongono la verifica rigorosa delle fonti e la ricerca della verità sostanziale dei fatti, evitando aggettivi sensazionalistici, specialmente in contesti di conflitto e disinformazione.
Il corso di Rondine (sabato 6 giugno alle 11 a Rondine, Cittadella della Pace di Arezzo), strutturato in tre parti, tratterà in particolare i seguenti temi:
I tre momenti del corso sull’intelligenza artificiale e i conflitti
ore 10: Come restare umani in un mondo che può imitare l’umano? L’intelligenza artificiale non è solo una rivoluzione tecnologica: è una trasformazione profonda del modo in cui percepiamo noi stessi, gli altri e la realtà. In un contesto in cui volti e voci possono essere simulati, le relazioni imitate e il pensiero delegato, emerge una nuova forma di inquietudine: quella di perdere autenticità, autonomia e fiducia. All’interno di questa trasformazione, il giornalismo assume un ruolo cruciale. Se la realtà può essere simulata e la verità approssimata, il lavoro giornalistico torna a essere uno dei principali presidi di orientamento collettivo. L’obiettivo è spostare il focus dal “cosa può fare la tecnologia” al “chi vogliamo essere noi”, esplorando l’IA come sfida antropologica prima ancora che tecnica.
ore 11: La guerra oltre i confini: i conflitti armati tra realtà e potere. Un approfondimento sul giornalismo nei contesti di conflitto, tra testimonianza diretta, propaganda e responsabilità nel racconto della realtà. Attraverso il suo ultimo libro “La guerra è merda”, Jacques Charmelot propone una riflessione sulla natura dei conflitti contemporanei a partire dalla sua esperienza diretta sui fronti di guerra in Africa e Medio Oriente, intrecciata ai ricordi del padre nella Prima guerra mondiale e alle testimonianze di soldati e civili. Ne emerge un quadro che va oltre la cronaca, mettendo in luce le dinamiche di potere e gli interessi economici che alimentano le guerre. Un contributo che richiama il giornalismo alla responsabilità di raccontare i conflitti con rigore, indipendenza e profondità, restituendone la complessità.
ore 12: Raccontare l’inquietudine. Un laboratorio pratico su come costruire narrazioni giornalistiche capaci di raccontare complessità e fragilità con rigore, rispetto e consapevolezza. Un percorso pratico e metodologico per comprendere come si costruisce una narrazione giornalistica capace di restituire l’inquietudine contemporanea. Attraverso l’esperienza diretta in contesti di guerra, marginalità e fragilità sociale, verranno approfonditi gli strumenti necessari per raccontare storie complesse con profondità, rispetto della deontologia e responsabilità. Un’occasione per riflettere sul metodo e sullo sguardo della giornalista, elementi centrali per mantenere viva un’informazione autentica e consapevole alla luce del testo unico della deontologia.
I relatori sono:
Federico Taddia – giornalista, autore e divulgatore scientifico e culturale
Mafe De Baggis – digital media strategist
Diletta Huyskes – ricercatrice ed esperta di etica delle tecnologie e impatto sociale dell’IA
Jacques Charmelot – giornalista, documentarista ed ex corrispondente di guerra AFP
Gabriella Simoni, autrice, giornalista, inviata di guerra.
Il corso organizzato in collaborazione con la Fondazione dell’Ordine dei giornalisti della Toscana, Rondine Cittadella della Pace, all’Ucsi Toscana e gruppo Toscano dell’Ungp all’interno di YouTopic Fest 2026 il festival internazionale del conflitto di Rondine Cittadella della Pace.



