Aumenta infatti –come evidenziato nel Rapporto dell’Associazione Italiana Editori (AIE) sullo stato dell’editoria 2018 presentato alla Buchmesse, il più importante appuntamento internazionale in programma fino al 14 ottobre a Francoforte – lo slancio dell’editoria italiana sul piano internazionale. Cresce l’export (+6% nel 2017), e aumenta la vendita dei diritti degli autori italiani sui mercati stranieri (+10,1%) . Sono sempre più anche le coedizioni internazionali, soprattutto nel settore bambini e dell’editoria illustrata.
La tendenza non è del tutto confermata per il 2018. Anche se sempre più, nel mercato domestico, si registrano titoli di autori italiani rispetto a quelli tradotti (che oggi sono appena un sesto del totale, erano quasi un quarto 15 anni fa).
“Siamo felici di questa crescita sul fronte internazionale – ha detto il presidente dell’AIE, Ricardo Franco Levi – mentre in Italia i numeri seguono, anche per il mondo del libro, l’andamento dei consumi nel loro complesso. Dopo l’incoraggiante ripresa degli ultimi tre anni, registriamo però nei primi otto mesi dell’anno un rallentamento nello sviluppo. L’esito è, ad oggi, una crescita sostanzialmente piatta. Con quasi 3miliardi di fatturato l’editoria si conferma di gran lunga la prima industria culturale del Paese”.

