15 Maggio 2026
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Mentre il presidente Mattarella invoca regola globali sul diritto d'autore, la crisi non accenna a passare

Media tradizionali più deboli, giù i quotidiani (soprattutto locali)

nuovo report certifica la flessione dei media tradizionali

Franco Maresca

Secondo l’analisi dell’Osservatorio sulle comunicazioni di Agcom, i dati del 2025 confermano «il ridimensionamento strutturale dei media tradizionali».

Anche il settore televisivo italiano registra un calo degli ascolti rispetto al 2024, sia nel prime time (-2,5%), fascia in cui prevale Mediaset, sia nell’intera giornata (-2,8%).

Rai 1 rimane comunque il canale più seguito con oltre 4 milioni di spettatori, anche se c’è una lieve flessione. Salgono gli ascolti di Canale 5, Rete 4 e La7. Invece, Rai 2, Rai 3, Italia 1 e Nove hanno delle diminuzioni.

Soffrono anche i tg dei media tradizionali

Il Tg1 delle 13:30 resta il più seguito della fascia diurna, con oltre 3,1 milioni di spettatori. In diminuzione Tg5, TgR e Tg2, mentre crescono Studio Aperto, Tg La7 e Tg4. Nella fascia serale il tempo speso resta stabile, ma gli ascolti mostrano hanno diversi orientamenti. Il primo, il Tg1 delle 20, cresce leggermente, il Tg5 e i Tg Rai registrano cali, mentre aumentano gli spettatori del Tg La7, del Tg4 e di Studio Aperto.

Per i canali all news, Rai News 24 e Sky TG24 registrano una contrazione del pubblico in tutte le fasce orarie considerate. TgCom24, invece, mostra risultati più positivi: cala solo al mattino e nell’intera giornata, ma cresce nelle altre fasce, incluso il prime time (+3,2%).

Il declino dei quotidiani (soprattutto locali)

Anche i quotidiani confermano a vivere una crisi strutturale. Le copie vendute in Italia scendono a 430 milioni (circa 1,6 milioni al giorno), con una flessione dell’8,1% rispetto al 2024 e del 30,6% rispetto al 2021. Calano soprattutto i quotidiani locali, che registrano una diminuzione più marcata rispetto alle testate nazionali sia su base annua (-9% contro -7,4%) sia nel confronto con il 2021 (-32% contro -29,5%).

Intanto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella torna sul tema dell’utilizzo dell’Intelligenza artificiale «Quando la scienza consegna all’umanità opportunità e strumenti nuovi pone l’umanità a un bivio, a una scelta tra un uso positivo o perverso. Questa volta la sfida aperta è elevata, per la prima volta si tratta di chiamare in causa la sfera intellettiva, questo comporta benefici potenziali ma anche insidie», ha detto durante la cerimonia per il 145esimo anniversario della Siae svoltasi al Quirinale.

L’impatto, ha fatto notare, sarà enorme nel campo della sanità. In altri settori dovrà esserci una regolamentazione seria. L’esempio è quello del diritto d’autore. E le regole devono essere globali.