Il modello di riferimento è quello dell’Australia, che ha varato una legge su questo. E ora anche Microsoft si è alleata con le associazioni principali degli editori.
Come scrive l’Ansa il meccanismo di arbitrato europeo dovrebbe “considerare il modello stabilito dalla legge australiana, che consente a un collegio arbitrale di stabilire un prezzo equo” per l’uso dei contenuti “sulla base di una valutazione dei benefici derivati “da ciascuna parte”, nonché “i costi di produzione del contenuto e qualsiasi onere indebito” che imporrebbe un ulteriore costo, si legge in una nota degli editori.

