9 Aprile 2026
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Prospettive incerte per l'intelligenza artificiale e per la disintermediazione

Molte ombre nel nuovo rapporto Reuters sul giornalismo

Franco Maresca

Nel suo nuovo report annuale, la Reuters esplora le grandi novità nell’editoria. In primo piano ci sono l’intelligenza artificiale generativa e il ruolo dei ‘creatori di contenuti’.

Il curatore è Nic Newman. Ha intervistato 280 leader digitali di 51 Paesi e territori, con “posizioni di rilievo (editoriali, commerciali o di prodotto) in case editrici tradizionali o nate nel digitale”.

Il fatto che i motori di ricerca si stiano trasformando in “motori di risposta” basati sull’Intelligenza artificiale, farà diminuire il traffico proveniente dagli stessi motori di ricerca di oltre il 40% in soli tre anni. Un calo di eguale proporzione c’è stato anche verso i siti di notizie negli ultimi tre anni con Facebook e X.

Il campione intervistato quest’anno si scopre ‘poco ottimista’ sulle prospettive per il giornalismo. Pessimismo dovuto proprio all’intelligenza artificiale, al fatto che i media tradizionali perdono legami con i giovani e con alcune fasce della popolazione, al ruolo sempre più marcato degli ‘influencer’.

Insomma, la professione giornalistica per molti è in declino. I giovanissimi associano i ‘giornalisti’ a concetti come ‘falsità’ e ‘parzialità’

A salvare la professione potrebbero essere inchieste originali e reportage sul campo analisi e spiegazioni contestuali, storie umane.

Diminusice il ruolo del giornalismo di servizio (-42), perdono peso i contenuti evergreen (-32) e le notizie generali (-38). Segno positivo invece per video e podcast.