Venne ordinato sacerdote il 22 giugno 1968, nel 1977 divenne parroco a Polengo: incarico. Nel 1985 ha assunto la direzione del settimanale diocesano “La Vita Cattolica” che ha mantenuto fino al 2016, anno del centenario della rivista.
Dal 1996 al 1999 è stato anche presidente nazionale Consis (Consorzio nazionale servizi informazioni settimanali) e dal 2006 al 2018 anche presidente del Sir (Servizio Informazione Religiosa).
Ecco il ricordo che ne fa Pino Nardi per il nostro sito (ndr)
Il coronavirus si è portato via don Vincenzo Rini. Doveroso ricordarlo oggi con il dolore nel cuore: è stato un grande sacerdote, un uomo ironico e sensibile, un giornalista con la schiena diritta. Un maestro per noi piu giovani, un testimone su come vivere la professione con dignità e coraggio, avendo ben chiari che il servizio alla Chiesa e agli uomini, in questo caso i nostri lettori, era prioritario rispetto a cedimenti e narcisismi clericali. Un giornalismo con l’anima realizzato e vissuto da cattolici maturi e consapevoli. Ci mancherai molto don Vincenzo. Hai combattuto la buona battaglia. Ora riposa in pace.
Ecco invece il ricordo che ne fa Matteo Billi, oggi presidente dell’Ucsi Emilia Romagna:
Ha ragione Pino a mettere in evidenza tra le doti di don Vincenzo, l’ironia. Nelle diverse occasioni di incontri con lui, da fine anni ‘90 ad aprile 2016 quando le nostre diocesi – Piacenza e Cremona – sono andate insieme dal Papa per i 50 anni della Fisc, ricordo le sue punzecchiature, mai banali. Anzi, sempre fonte di profonde riflessioni. E poi, mi sia permesso, le sue immancabili barzellette!


