Prosegue la nota: «Vista la frequente assenza di regole certe nella organizzazione di eventi politici, i direttori e i capiredattori hanno il dovere di proteggere i colleghi, esposti in prima linea, ribadendo che i giornalisti, operatori, specializzati, si devono astenere dal partecipare a “tonnare” o assembramenti per realizzare interviste o prendere semplici dichiarazioni».
Molte volte – fanno notare dal sindacato – sono coinvolti lavoratori precari, che devono “inseguire” la dichiarazione del momento. Ma la questione è anche un’altra, e coinvolge l’organizzazione dehgli incontri. Così, leggiamo, «la tendenza a svolgere manifestazioni, conferenze stampa, senza il rispetto delle regole è purtroppo bipartisan: vanno tutte condannate con la stessa forza. Davanti a un assembramento, giornalisti e troupe devono allontanarsi».
La richiesta del rispetto delle norme è rivolta ai politici e ai rappresentanti delle istituzioni: in ogni caso «di fronte a tali rischi, le giornaliste e i giornalisti italiani si rifiuteranno di partecipare alle iniziative, segnalando nei propri servizi la violazione, da parte degli organizzatori, delle norme in essere riferite all’emergenza Covid-19»

