La crisi dell’editoria ha avuto ripercussioni molto pesanti sull’istituto di prevdienza della categoria.
“Alla precarietà e alla diffusa elusione di equi compensi – si legge in una nota – si aggiunge la preoccupazione di chi ha versato contributi obbligatori per legge sotto la vigilanza dello Stato e ora rischia incolpevolmente di veder sostanziosamente affievoliti i propri diritti previdenziali, dopo aver assicurato per lunghi anni la concretizzazione del diritto dei cittadini ad essere informati di cui all’art . 21 della Costituzione”.
Di qui l’appello al Capo dello Stato per una “garanzia pubblica” a tutela dell’autonomia di una “categoria vitale come l’ossigeno per la democrazia”.

