In una bozza del cosiddetto “Patto di Treviso”, siglato durante una iniziativa del telefono Azzurro a trent’anni dalla Carta si legge: “I produttori di contenuti e i fornitori di servizi digitali si astengono da ogni forma di utilizzo dell’immagine e dei dati personali di bambini e adolescenti che non sia strettamente necessaria all’esercizio della libertà di espressione e del diritto di cronaca”.
Le famiglie vengono invitate ad “astenersi da ogni forma di diffusione al pubblico di fotografie, video e dati personali di bambini e adolescenti, ivi incluso lo sfruttamento commerciale dell’immagine del minore, tale da precludere a questi ultimi, divenuti adulti, di autodeterminarsi circa l’ambito di diffusione delle proprie immagini e dei propri dati”.
Oggi “i media, nell’ecosistema digitale più che in passato, rappresentano un elemento portante dell’infrastruttura sociale, culturale, economica, tecnologica e politica” e che “l’infosfera non è disegnata, progettata, sviluppata e gestita a misura di bambini e adolescenti”.

