Molte volte sono proprio i freelance la spina dorsale dell’informazione sulla guerra. E’un dato di fatto che rivela anche la sua drammaticità, perché spesso le vittime sono proprio i reporter (giornalisti, fotografi e operatori) che vendono sul mercato le loro corrispondenze.
L’informazione sulla guerra, ad una settimana dal suo inizio, risente anche dei limiti imposti dalla censura in Russia. Gli episodi sono molteplici e ora vengono denunciati anche dalla Ferazione della stampa italiana, che «si associa alla protesta già formulata dalla Federazione europea dei giornalisti» e ritiene «indispensabile che oltre le solidarietà si organizzi una vera e propria catena di aiuti per consentire alle voci critiche di potersi esprimere anche in Russia».

