Sono raddoppiati i Paesi i a rischio per i giornalisti, secondo i dati di Reporter senza frontiere. Che rilancia l’appello: “Garantire protezione contro la disinformazione”.
“Negli ultimi cinque anni, 1.468 giornalisti provenienti da oltre 60 paesi sono stati sostenuti dall’organizzazione dopo essere stati costretti a fuggire da minacce, detenzione o morte”. Lo ha detto Vianney Loriquet, responsabile dell’Indice mondiale della libertà di stampa di Rsf.
Altri dati sui Paesi a rischio: “Tra il 2021 e il 2025, l’esilio ha colpito ampie fasce del settore del giornalismo indipendente. in 65 Paesi almeno un giornalista è stato costretto all’esilio; in 20 di questi, almeno 10 reporter hanno dovuto lasciare il proprio paese”.
L’Africa subsahariana è l’area più critica. La causa sta nel conflitto nell’est del Congo e nell’instabilità del Sahel (Mali, Ciad, Guinea, Burkina Faso, Senegal).
Poi c’è l’America latina: incidono i cartelli della droga, la violenza politica e i regimi autoritari. Dall’inizio del 2026 sono stati uccisi sei giornalisti tra Messico, Colombia e Guatemala.
La classifica mette poi l’Afghanistan e il Myanmar, dove oltre 100 reporter sostenuti dalla Ong, sono fuggiti dopo il golpe del 2021.
C’è poi la Russia. Dal 2022, 160 giornalisti russi sono stati esiliati, ma il numero reale potrebbe essere molto più grande.
Infine, Egitto e Turchia, che accolgono sì i corrispondenti che hanno lasciato il Sudan, la Palestina, la Siria e l’Afghanistan, ma perseguitano spesso i giornalisti locali indipendenti vengono perseguitati.


