24 Luglio 2014
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RAI: CDR RAINEWS24 CRITICA INTERVENTO GABANELLI SU CORRIERE DELLA SERA

20100518 rainews24-horzLeggiamo sulle pagine del Corriere della Sera l’ennesimo, ingiustificato, attacco alla nostra testata e dispiace constatare che ancora una volta l’attacco è basato su informazioni parziali o completamente lontane dalla realtà. Dispiace ancora di più se queste inesattezze vengono snocciolate da una stimata e seria collega come Milena Gabanelli, secondo la quale “nonostante i 1.700 giornalisti Rai News è fra gli ultimi siti web che vengono cliccati per informarsi”. Questo, in sostanza, e’ stato affermato in un comunicato del c dr di rainews24. Vorremmo ricordare a Gabanelli e a quanti altri abbiano intenzione di fornire cifre sulla nostra testata, che Rainews24 è una allnews che lavora e produce informazione in diretta 24 ore su 24. La forza lavoro giornalistica è simile o inferiore a quella delle maggiori testate del servizio pubblico, che però non sono impegnate sullo stesso arco orario. Abbiamo una redazione di circa 190 professionisti che alimenta tre testate: una televisiva (Rainews24), una web (rainews.it) e una di teletext (Televideo), tutte attive 24 ore su 24, anche grazie alla grande disponibilità e al lavoro di tutto il personale tecnico e non giornalistico, ampiamente sottodimensionato rispetto alle esigenze e comunque rispetto alle altre testate.Sono stati fatti investimenti importanti che hanno permesso di migliorare sensibilmente la qualità del prodotto consentendo di avere un’informazione tempestiva, documentata e live su tutti gli eventi principali. Come richiesto da un’azienda che rivendica di essere di servizio pubblico. Rainews24 è diventata “service” e spesso fornisce materiali e collegamenti degli inviati a tutte le altre testate e ai programmi di approfondimento della Rai.Anche sulla questione degli ascolti e dei contatti del sito internet è opportuno fare chiarezza. Gli ascolti non si possono paragonare a quelli dei canali generalisti per la specificità del prodotto “news”. In Inghilterra BBC News ha una media dell’1,1%, Sky News dello 0,8%; in Spagna Canal 24 Horas è sullo 0,8%; in Germania Zdf Info è allo 0,7%, Phoenix all’1,1%. Ricordiamo, comunque che Rainews24, nonostante l’infelice posizionamento sul canale 48 del telecomando, è ampiamente il primo canale di informazione h24 in Italia. Per quanto riguarda il sito Rainews.it, è necessario spiegare ancora una volta che non è il sito di Rainews24 ma è il portale informativo della Rai. E’ nato appena sette mesi fa e se proprio si vuole fare un paragone con il precedente sito di Rainews24, i numeri dei contatti sono quasi triplicati e quelli delle pagine viste si sono mossi con lo stesso andamento. Qual è il problema? Che la Rai si è mossa con 10 anni di ritardo prima di decidere di razionalizzare l’informazione online, che dopo aver creato per prima un canale informativo allnews lo ha lasciato senza risorse e senza mezzi? Ora che l’azienda ha deciso di riformare l’intero sistema informativo della Rai non servono le picconate, serve che il progetto venga portato a termine. Che la Rai renda visibile il portale in tutti i suoi spazi televisivi, nelle testate e nei programmi. Che razionalizzi le risorse ed eviti sovrapposizioni e ripetizioni. La nostra redazione da anni sperimenta nuove tecnologie, che nel frattempo sono diventate vecchie, applica nuovi modelli produttivi, sperimenta nuove figure professionali, senza mai sottrarsi alle sfide e al cambiamento, anche pagandone le conseguenze in termini di carichi di lavoro pesantissimi.Rainews24 non è l’origine di tutti i mali della Rai, ma un valore aggiunto per questa azienda. E la redazione, tutta la redazione, è stufa di subire attacchi gratuiti e ingiustificati per logiche che nulla hanno a che fare con la crescita del servizio pubblico radiotelevisivo. (CDRRAINEWS24)

 

Corriere della sera: “La Rai va snellita, basta lottizzazione”, la ricetta di Milena Gabanelli

“Per tornare efficiente e competitiva, la Rai andrebbe ‘snellita’, ma modifiche radicali saranno possibili solo se si interviene sulla riforma del 1975, meglio nota come lottizzazione. Ogni partito si è preso un canale, e poi ci ha infilato i suoi uomini scegliendo come unico criterio la fedeltà, non all’azienda ma al partito. Risultato: proliferazione di strutture e incarichi dirigenziali che negli anni si sono stratificati”. Lo scrive oggi Milena Gabanelli in un editoriale sul Corriere della Sera in cui fa la lista degli sprechi del servizio pubblico.

“Per rinascere sarà inevitabile eliminare sedi e strutture che non hanno nessun senso, ma non mandando a casa qualche migliaio di persone che hanno famiglia! L’azienda avrebbe bisogno di tutto il suo personale se venisse organizzata in modo produttivo; è pur sempre la più grande industria culturale del Paese!”, continua Gabanelli. “Ricordiamo inoltre che non ha ammortizzatori sociali, e sarebbe paradossale creare disoccupati per dare 80 euro in più a chi uno stipendio (anche se magro) ce l’ha. Certo occorrerà poi liberarsi dai burocrati e intervenire sui contratti collettivi di lavoro. Questo quadro però, determinato dalla politica e dalle sue scelte in 60 anni, non lo ribalta un Direttore generale da solo, senza il supporto del governo. Ricordiamo che la Bbc, così spesso invocata a chiacchiere, ha come unico criterio nella nomina della governance e della dirigenza la competenza e il merito. Anche in Gran Bretagna ‘il palazzo’ interferisce e orienta, ma quando un dirigente sbaglia, va a casa senza tante storie. Per questo il mondo intero considera la Bbc la più autorevole tv pubblica del mondo”, conclude la giornalista. (PRIMA)