Querele temerarie, riforma della diffamazione, spionaggio ai danni dei giornalisti: c’è anche questo nel nuovo rapporto sullo Stato di Diritto della Commissione europea.
Dopo la pubblicazione, sono intervenuti il presidente dell’Ordine dei giornalisti e la segretaria della Federazione della Stampa.
“La Commissione europea ha certificato anche quest’anno, con il Rapporto sullo Stato di Diritto, le serie criticità che riguardano la libertà di informazione in Italia”, scrive Cralo Bratoli (Odg), che rimarca: “Sono i temi che l’Ordine ha sollevato più volte in tutte le sedi istituzionali”.
Fa notare Bartoli, tuttavia, che il rapporto “rileva la positiva esperienza del Centro di coordinamento per la sicurezza dei giornalisti presso il nostro Ministero dell’Interno e guarda con attenzione a quanto abbiamo ribadito di recente: la necessità di introdurre le aggravanti per le aggressioni ai cronisti”. L’appello del presidente è che il legislatore italiano recepisca queste raccomandazzioni. E che si risolvano nodi “strutturali, quali la crescita della precarietà nel lavoro giornalistico, la mancanza di una normativa efficace sul conflitto di interesse e l’indipendenza del servizio pubblico radiotelevisivo come stabilito dall’ Emfa”.
Parla anche Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi: “«C’è un tema che li attraversa tutti, ovvero la libertà e l’indipendenza dei giornalisti italiani: nessun giornalista può essere libero e indipendente se è economicamente ricattabile. E questo in Italia accade a migliaia di giornalisti precari e migliaia di giornalisti dipendenti ai quali viene fatto pagare il conto della crisi del sistema attraverso il mancato rinnovo del contratto scaduto 10 anni fa. Una vergogna tutta italiana”.
Link ai documenti della Commissione Europea RULE OF LAW 2026


