31 Maggio 2019
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Rassegna stampa in radio e tv, la Fieg manda le indicazioni alle emittenti. Intanto le edicole si riducono ancora

Sabato 1° giugno 2019, la rassegna stampa in tv comincia già la sera prima su molte emittenti.

Franco Maresca

E’ un limite per la diffusione dei giornali o un incentivo? La verità probabilmente sta nel mezzo, ma la questione da tempo suscita la legittima preoccupazione della Federazione degli Editori.

Scrive il presidente della Fieg Andrea Riffeser Monti: «Fermo restando il primato della libertà di informazione e di cronaca, occorre evitare l’uso senza limiti ed indiscriminato degli articoli di giornale: l’obiettivo è quello di definirne i termini di utilizzo al fine di valorizzarne la lettura.

Così la Federazione ha scritto le proprie indicazioni alle aziende radiotelevisive, “dopo il monitoraggio degli usi degli articoli di giornale nelle rassegne radio/tv”. Queste indicazioni, spiega Riffeser Monti, “assicurano il giusto contemperamento tra le esigenze di informazione costituzionalmente garantite e quelle di tutela dei diritti di cui gli Editori detengono la titolarità”.

L’iniziativa è stata avviata qualche mese fa, con la costituzione di un tavolo di lavoro comune, per “verificare che l’utilizzo avvenga senza arrecare pregiudizio agli editori di giornali, nel pieno rispetto della disciplina vigente in materia di diritto d’autore e della normativa generale in materia di concorrenza”.

«Fermo restando il primato della libertà di informazione e di cronaca, occorre evitare l’uso senza limiti ed indiscriminato degli articoli di giornali: l’obiettivo – prosegue Riffeser – è quello di definirne i termini di utilizzo durante le trasmissioni radiotelevisive, al fine di valorizzarne la lettura e garantirne un più corretto uso nelle rassegne stampa radio/tv».

Intanto, nella seconda giornata di incontri degli ‘stati generali dell’editoria’, si scopre, dati alla mano, che negli ultimi dieci anni il numero delle edicole, che restano tuttavia il canale di vendita per la grande maggioranza dei giornali, è sceso da 40 mila a 28 mila, e che i punti vendita a rischio sono altri 10 mila, per 20 mila posti di lavoro. Le vendite in edicola sono calate del 53% (dati Ads), anche se i lettori sono scesi in misura minore. Negli ultimi 4 anni -18% per i quotidiani e -25,6% per i settimanali.

Più di una copia su due viene resa da parte delle edicole: la percentuale è del 55%.