Al di là delle motivazioni più politiche di una operazione annunciata da tempo, ci sono un paio di aspetti che balzano agli occhi. Il primo è che evidentemente è in atto un tentativo di scardinare il potere delle “Big Tech” già consolidate. Per farlo certo servono risorse ingenti ma sarà interessante comprenderne la portata e soprattutto gli effetti.
Il secondo dato da prendere in esame è proprio quello delle adesioni alla nuova piattaforma: se saranno molte, altri soggetti a vario titolo potranno pensare di crearsi il proprio ‘social’. Un’idea tutt’altro che peregrina, che di tanto in tanto rimbalza anche in Europa. Dove i condizionamenti e certe ambiguità dei social che già esistono stanno alimentando contestazioni e muovono le autorità indipendenti.

