Esso svela che gran parte dei giornalisti vorrebbe adesso lavorare in formai ibrida. Insomma sarebbe preferibile ancora lavorare da casa in alcune occasioni, in determinate giornate. Serve un nuovo (e possibile oltre che auspicabile) equilibrio. E dovranno farsene carico anche i sindacati, a livello internazionale.
Nel periodo più duro della pandemia il 50% del campione «ha affermato che la politica del lavoro da casa veniva attuata su base obbligatoria senza un quadro adeguato. Ciò si traduce in lavoro straordinario, aumento del carico di lavoro e burnout». Nella maggioranza dei casi non c’è stato alcun incentivo per sostenere i costi fissi e delle attrezzature.
Emerge anche che non esistono politiche adeguate per il lavoro a distanza, nel settore giornalistico. Anche questa è una sfida per i sindacati di categoria.

