La Commissione europea ha presentato le nuove misure sulla “sovranità tecnologica”, per rafforzare la capacità dell’Europa nei settori dei semiconduttori, dell’intelligenza artificiale, del cloud e dell’open source.
Adesso la situazione è critica, perché dipendiamo troppo dai fornitori extra-Ue, il piano punta proprio a ridurre queste dipendenze strutturali. I rischi naturalmente sono quelli del controllo dei dati, della continuità dei servizi e della sicurezza economica.
Sono due in concreto le proposte di legge: il Chips Act 2.0 e il Cloud and AI Development Act.
Il piano introduce quattro livelli di garanzia per classificare i servizi cloud in base ai requisiti di sovranità e alle esigenze delle amministrazioni pubbliche. “Il livello 1 rappresenta la soglia minima comune per il settore pubblico europeo, mentre i livelli 2, 3 e 4 introducono requisiti sempre più stringenti e richiedono verifiche indipendenti”.
Il livello più elevato sarà riservato alle attività pubbliche più critiche (difesa, sicurezza nazionale, gestione delle frontiere, giustizia e infrastrutture essenziali). Sarà il tempo naturalmente a dirci quanto recupereremo, in Europa, della sovranità tecnologica perduta.

