Su circa 50 radio censite in un rapporto promosso da Corecom, Regione e Ast, in Toscana, soltanto 29 giornalisti risulterebbero assunti. “Il fatto che vi lavorino un numero assai basso di giornalisti -ha commentato il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani- lascia ipotizzare che sul resto ci si muova sul piano delle collaborazioni occasionali”. Fatto che, per Giani, “impone anche qui una politica da Jobs act, ma contemporaneamente è interessante analizzare questo fenomeno delle radio, che costituiscono una delle forme di informazione più efficaci nella realtà di oggi. E il fatto che siano affidate a un rapporto con gli enti strumentali della comunicazioni istituzionale molto occasionali non va bene. Quindi, come sul piano della comunicazione istituzionale si lavora con le televisioni, con forme di social network -ha concluso Giani- va sicuramente incrementato il livello di comunicazione delle attività che vengono svolte dagli organi istituzionali attraverso le radio”. (ASKANEWS)

