Il 2009 è stato infatti un anno di forte crisi anche per le testate più importanti, che si sono trovate a fare i conti con mancate inserzioni pubblicitarie ed è per questo che
fra il 2010 e il 2011 c’è stata un’inversione di rotta, i grandi media tradizionali si sono accorti che il web era una nuova opportunità e hanno cominciato a frequentarlo in maniera massiccia.Dall’altra parte i social non hanno potuto fare a meno di cogliere la palla al balzo. In particolare Twitter ha dedicato una sezione proprio a chi il giornalismo lo fa di mestiere ed è costretto ad utilizzare Twitter con lo scopo di farsi ascoltare e diffondere. È nata così la sala stampa, una sorta di pagina tutorial rivolta ai giornalisti, per insegnare loro ad utilizzare al meglio Twitter. Si chiama
Newsroom e contiene le sezioni:
Report, per cercare informazioni attraverso vari livelli di approfondimento, sia le più recenti che quelle di archivio.
Engage, indicazioni su come raggiungere e coinvolgere gli utenti Twitter con la presentazione di case history di successo.
Publish, strumenti e aiuti per una pubblicazione più efficace.
Extra, link e risorse utili esterni a Twitter.
Security, informazioni su come preservare l’account da intrusioni esterne.
Facebook ha invece dedicato una Fan Page al giornalismo, si chiama Facebook + Journalism e qui i giornalisti possono condividere i propri contenuti o incontrarsi per discutere argomenti e confrontarsi. (PMI)