18 Maggio 2014
Share

UCSI:SCUOLA FIUGGI (3),INTERVENTI, DON COSTA, GIORGIO BALZONI, SANTO DELLA VOLPE E BARBARA CARFAGNA

balzoniTerzo giorno della scuola di formazione dell’Ucsi in corso a Fiuggi che e’ stato dedicato all’informazione politica ( Giorgio Balzoni– nella foto-), al giornalismo investigativo ((Santo della Volpe e Barbara Carfagna) e alla questione delle organizzazione delle imprese editoriali ( don Costa, direttore della editrice vaticana). Quest’ultimo, in sostanza, si e’ soffermato sul delicato problema del diritto d’autore e della difesa della proprieta’ intellettuale  che coinvolge, per l’editrice vaticana, tutto cio’ che riguarda i papi ed il mondo culturale e documentaristico del vaticano. Don Costa ha anche ricordato che la Lev, con successo, e’ stata presente come ospite d’onore alla fiera del libro di Torino.costa
La politica televisiva, ormai, e’ tutta relegata ai “pastoni” corredata con piccole “voci” di politici e non c’e’ piu’ il commento sulla situazione politica: questa, secondo Giorgio Balzoni, caportedattore del Tg1, e’  l’informazione politica oggi. Abbiamo immagini e voci – ha precisato – di 15 secondi dei politici che parlano da soli senza domande, senza, spesso, neanche la presenza del giornalista. Secondo Balzoni non c’e’ piu’ il racconto della politica, manca la mediazione giornalistica. Credo – ha continuato, che sia giunto il  momento di fare una riflessione su questa situazione paradossale. Neanche nelle arene politiche, come ballaro’, porta a porta , ci sono novita’: da anni tutto scorre uguale con le battaglie che si fanno i politici sul video. Ma, si e’ domandato, e’ questa l’informazione politica? Il problema vero e’ che la governace, anche se meno del passato, viene dalla politica e, cosi’, tutto gira  intorno ad essa. Con questo sistema, ormai, visto che devono intervenire sempre tutti, di tutte le parti politiche la par condicio vige in rai, nei tg, per tutto l’anno. Queste cose vanno modificate se si vuole fare un servizio ai cittadini.
barbaraIl giornalismo d’inchiesta, o investigativo e’ stato affrontato da due punti di vista: quello tradizionale  anche se usando tutte le tecnologie odierne (Santo della Volpe) e quello proiettato nel futuro ( Barbara Carfagna) che ha sostenuto che ci aspettano miliardi di connessioni e l’intelligenza artificiale che modifichera’ il mondi intero e la comunicazione.
La necessita’ oggi, ha detto della Volpe ( tg3, ma anche direttore di Libera informazione che si occupa della legalita’ del paese) e’ di individuare, nella marea di informazioni che arrivano da tutte le parti, quello che e’ vero da quello che e’ falso.Quest0, secondo della Volpe, e’ il nuovo compito del giornalista d’inchiesta: la ricerca di fonti oggettive. Oggi , ha aggiunto, si usano per raccontare un evento, anche immagini “ sporche” non controllate che passano per “documenti”. Cio’ dequalifica il lavoro giornalistico. Occorre, invece, saper scegliere, selezionare, rendere un servizio di mediazione al cittadino che, nel mondo dell’informazione, sta diventando sempre piu’ solo. Il giornalista d’inchiesta, allora, deve essere si’ piu’ veloce, ma anche  piu’ bravo, piu’ competente, piu’ selettivo perche’ quello che fa e’ la memoria di un paese.
Barbara Carfagna ( tg1), ha molto lavorato nel mondo delle inchieste televisive con particolare attenzione alla divulgazione scientifica, alla filosofia e all’economia digitale. Ha realizzato servizi proiettati nel futuro come speciale INFOSFERA (cyberwar, politiche digitali) e ha realizzato servizi di economia e finanza sui fondi sovrani negli Emirati Arabi Uniti, cyberwar alla NATO di Bruxelles, e sui  fondi sovrani e investimenti arabi in Italia. Facendo riferimento alla sua attivita’ giornalistica ha sottolineato la necessita’ di una filosofia etica dell’informazione. Bisogna essere in grado, ha aggiunto, di dare tutte le versioni di una storia ricordando che, in questo mondo  supertecnologico se tocchi poteri forti, soprattutto quelli finanziari, il giornalista rischia di essere lui stesso oggetto di controllo, di correre il rischio di essere immesso nella macchina del fango perche’ gli interessi sono veramente tanti e con grandi sfaccettature. Carfagna, che con grafici e filmati, ha messo in evidenza, la complessita’ del futuro dell’informazione ( tra poco, ha detto, sono piu’ importanti i tecnici che si muovono con competenza nel mondo informatico che i direttori) sostenendo che occorre lavorare per rivalutare i valori della professione. (UCSI)