Una recente intervista a Gianni Riotta conferma che fino all’ultimo il cardinale ha fatto uso di tutti gli strumenti di comunicazione utili a conoscere e a comunicare con il prossimo. Davvero la comunicazione, intesa anche come cardine del mandato della Chiesa, è stata sempre al centro delle sue riflessioni e del suo insegnamento. Troppi credono che la comunicazione sia apparenza, invece comunicare è il modo di essere intimamente connesso alla carità.
Dobbiamo ora raccogliere le nostre forze per dare un senso a questa eredità. Lo faremo eseguendo le attività che ci siamo proposti, come UCSI, e che sono tutte orientate a fornire strumenti utili al miglioramento della qualità della comunicazione. Sappiamo bene che questa dipende anzitutto dal cuore degli uomini, ma il cinismo e la regressione delle intelligenze vanno combattuti anche fornendo strumenti razionali e conoscitivi che ci facciano intravvedere la possibilità di un mondo migliore.
Nel concreto, tre sono le operazioni dell’UCSI nel prossimo anno, tra loro integrate e di cui è dunque difficile indicare le priorità: incrementare la funzionalità del sito UCSI rendendolo strumento di dialogo e di interazione nel mondo giornalistico; rilanciare DESK come strumento di ricerca e studio per le attività formative orientate all’accesso alla professione e alla formazione permanente; avviare le attività dell’Osservatorio di mediaetica, con una parallela attività di approfondimento dedicata al servizio pubblico radiotelevisivo. Una quarta linea di azione va aggiunta: quella di chiedere al gruppo dirigente dell’UCSI, al centro e in periferia, di fare ogni sforzo per abbandonare le pratiche della routine e porsi obbiettivi alti, quelli che richiedono fatica, studio, riflessione, creatività e coltivazione dello spirito.

