Lo ha detto il sociologo della comunicazione Derrick de Kerckhove al convegno “C’è un passato nel nostro futuro? Informazione fra Libertà/Regole/Post Verità e Menzogne” organizzato dall’associazione Osservatorio TuttiMedia e dalla rivista Media Duemila in collaborazione con la FNSI.
Giornalisti, comunicatori e rappresentanti delle organizzazioni che si occupano di comunicazione hanno confermato, in sostanza, che solo il giornalismo di qualità può salvare i media.
Se oggi la velocità è il messaggio, come si può garantire una buona informazione? Gli ingredienti di una possibile ricetta restano il pluralismo delle fonti, la trasparenza dei media e la credibilità e serietà dei giornalisti. E per essere credibili i giornalisti devono saper essere imparziali quando guardano ai fatti.
Sulle fake news, in particolare, si è soffermato il sociologo Derrick de Kerckhove: «Fanno presa perché sono funzionali alla creazione di consenso. Dicono alla gente quel che la gente vuol sentirsi dire. Difficile smontarle con la logica, anche perché la rete è un luogo popolato di emozioni che viaggiano in real time: troppo veloci per poter essere analizzate».

