Diventa operativo il “parere di congruità” dell’Ordine dei giornalisti del Lazio e potrebbe rappresentare una “buona pratica”.
È un atto, si legge sul sito dell’Associazione Stampa Romana, che “certifica il compenso dovuto ai freelance, ai collaboratori (partite Iva, co.co.co. o con la formula della cessione di diritto d’autore), per esigere dal datore di lavoro la corretta remunerazione e che può essere fatto valere anche in sede giudiziaria». È il fatto di un confronto intenso e fecondo tra sindacato e Ordine.
Stampa Romana ricorda che al ministero della Giustizia “sono ancora bloccate le tabelle che darebbero attuazione alla legge sull’equo compenso”.
Sottolinea anche che “il rilascio del parere di congruità da parte degli ordini regionali è addirittura obbligatorio nel caso di colleghi che lavorino per aziende che hanno meno dei cinquanta dipendenti e dieci milioni di fatturato”. In pratica, sono la grande maggioranza..
Vincenzo Campo, presidente della commissione lavoro autonomo di Stampa Romana, auspica adesso che “altri Ordini accelerino su questa strada”.


