Il primo mandato del presidente Vincenzo Varagona ha ricucito il rapporto tra nazionale e territori, garantendo presenza e ascolto. Ora si apre una nuova fase: costruire una comunicazione condivisa, credibile e professionale, capace di raccontare ciò che l’UCSI è e fa.
Nel corso della sua relazione al XXI Congresso Nazionale dell’UCSI, in svolgimento al Sermig di Torino, il Presidente nazionale Vincenzo Varagona ha richiamato con forza il senso più profondo del mandato che gli è stato affidato quattro anni fa: riconnettere i territori al livello nazionale, ricostruendo legami, fiducia e senso di appartenenza.
Un impegno nato dalla consapevolezza che «i problemi non si capiscono a distanza» e che un’associazione presente in 20 regioni «ha bisogno di essere frequentata per essere capita, letta e interpretata». Da qui la scelta di mettersi in cammino, partendo anche dalle periferie – come quelle delle Marche, da Ancona – per cambiare prospettiva e ascoltare davvero le realtà locali.
Il contatto diretto e fisico con i presidenti regionali ha rappresentato una svolta. «Non c’è associazione a cui non sia stata data risposta», ha sottolineato Varagona, ribadendo che non è stato detto “no” a nessuno. Un metodo che ha permesso di incontrare tutta la base associativa e di rafforzare il legame tra centro e territori.
In quattro anni, questa presenza costante ha dato frutti concreti: oggi l’UCSI è presente anche in Val d’Aosta, una realtà che prima non c’era. Un percorso costruito anche attraverso gruppi di lavoro, un metodo che «ha dato grande soddisfazione» e che ha favorito corresponsabilità e partecipazione di 1000 socie e soci ad oggi iscritti.
Se, grazie al presidente Varagona, un forte senso di appartenenza è stato ricostruito, oggi si apre una nuova priorità: investire in un percorso di comunicazione capace di mettere in rete i territori, valorizzandone le esperienze e trasformandole in contenuti di qualità condivisi. Far conoscere l’associazione, rendere visibile e riconoscibile la sua voce, affinché altre colleghe e altri colleghi possano ritrovarsi nei valori che l’UCSI porta avanti.
Una comunicazione verso l’esterno, all’altezza delle aspettative dei nostri stakeholder, rappresenta una sfida urgente. Una sfida che non riguarderà solo la nuova dirigenza nazionale, ma tutte le realtà locali, chiamate a superare le difficoltà nel raccontarsi e nel dare valore a un lavoro spesso prezioso, ma non sempre comunicato con efficacia.
È una sfida che valorizza il lavoro e la professionalità di tante comunicatrici e comunicatori che non sono “anche UCSI”, ma sono UCSI a pieno titolo, al pari di giornaliste e giornalisti regolarmente iscritti all’Ordine.
È auspicabile che questo impegno, alla luce dell’ottimo lavoro svolto, possa essere assunto con continuità, determinazione e visione anche nell’ormai prossimo mandato del presidente Varagona.


