Qual è il contesto in cui noi affrontiamo il tema del “giornalismo costruttivo” e del “custodire voci e volti umani”?
Sappiamo di lavorare in controtendenza perché siamo dentro una grande sfida tra democrazie liberali e autocrazie, con queste ultime che lavorano esattamente in senso opposto.
Il pluralismo, anche informativo, e l’esigenza di una formazione genuina dell’opinione pubblica sono caratteristiche fondamentali e caratterizzanti delle democrazie liberali.
Sono quattro, come ci ricorda Salvatore Vassallo nel suo libro sui “Sistemi politici comparati”, le caratteristiche fondamentali individuate delle democrazie liberali: le prime due si riferiscono al sostantivo democrazie (pluralismo politico e legittimazione dei governi) e le seconde all’aggettivo liberali (autonomia della società civile e equilibrio dei poteri).
Specularmente quattro sono le caratteristiche distintive delle autocrazie: monopolio del potere da parte di una coalizione dominante che esclude il pluralismo; assenza di elezioni competitive; repressione del dissenso; potere politico arbitrario privo di reali contrappesi.
La regressione democratica in corso
Se nell’ultimo quarto del secolo precedente, con la Terza Ondata democratica studiata da Huntington, dalla Rivoluzione portoghese a quelle liberali dell’Est europeo il progresso delle democrazie è stato molto rilevante, gli anni tra 2000 e 2024 sono stati quasi tutti di significativa regressione. Sono ad esempio passati da democrazie a regimi ibridi Ungheria, Bolivia, India, Messico e Filippine. Da regimi ibridi a autoritari Mozambico, Turchia e Venezuela.
Questo contesto fa sentire forti i Paesi autocratici, che si prefiggono, con interventi vari, di incidere sulla pubblica opinione delle democrazie liberali, favorendone un indebolimento e un’involuzione.
Siamo pertanto chiamati a uno sforzo di attenta vigilanza. Ovviamente nel proteggere le democrazie liberali non possiamo diventare come i Paesi autocratici, da cui ci vogliamo difendere con l’uso di censure, con demonizzazioni delle opinioni dissenzienti e così via. Tuttavia l’esigenza di difesa esiste ed essa va coniugata con i nostri principi e valori, con il “custodire voci e volti umani”.
Già l’ultima enciclica papale, “Magnifica Homanitas”, ci dà alcuni indirizzi. Il suo sottotitolo è: “sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”. Ma forse, leggendone il contenuto, potrebbe essere così integrato: “come custodire la persona umana nel tempo della regressione democratica”.
Una delle manifestazioni che vengono individuate di questa regressione, causa ed effetto al tempo stesso, è appunto quella descritta al paragrafo 132, sulle trasformazioni e manipolazioni della comunicazione, con le conseguenze complessive, descritte poi al paragrafo 134 sulle difficoltà profonde nella ricerca della verità nel dibattito pubblico.

