'Sant'Agata senza Sent'Agata', comunicare il sacro nel mezzo della pandemia

“Comunicare il sacro – Sant’Agata senza Sant’Agata” è il titolo del seminario formativo per giornalisti che si è svolto, in webnair, sulla piattaforma “Zoom”. L’incontro è stato promosso dalla sezione provinciale Ucsi di Catania con la collaborazione dell’Ucsi Sicilia, l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.

Il corso era inserito nel programma della festa di Sant’Agata, la terza al mondo per partecipazione di fedeli e per lo splendore di arte, cultura, tradizione e folclore. Il corso, moderato dal giornalista Salvatore Di Salvo, componente della giunta nazionale Ucsi, si è aperto con l’introduzione di Giuseppe Adernò, presidente della sezione provinciale Ucsi di Catania. A seguire le relazioni di don Paolo Buttiglieri, Consulente Ecclesiastico Regionale Ucsi, la giornalista Rossella Jannello, vice presidente regionale Ucsi, il presidente del Comitato dei festeggiamenti agatini Riccardo Tomasello, l’imprenditrice Mariella Gennarino. “Quest’anno a causa della pandemia e nel rispetto delle norme di prevenzione del contagio – ha detto il presidente provinciale Ucsi Catania Giuseppe Adernò - la festa solenne non si potrà celebrare e nel titolo è stata aggiunta l’espressione “Sant’Agata senza Sant’Agata”.

La preposizione “senza” esprime, appunto, la mancanza dei festeggiamenti tradizionali che richiamavano migliaia di fedeli e turisti da ogni parte d’Italia e introduce il complemento di privazione della visione diretta dal Busto reliquario, dell’abbraccio dei cittadini con la Santa Patrona. Nel corso ci sono stati gli interventi cper raccontare il sacro di una festa tradizionale, che ora è vissuta in una forma inusuale: le chiese a porte chiuse, le piazze del centro storico blindato. La devozione dei catanesi a Sant’Agata è qualcosa di molto intimo, misto a espressioni di esternazione, che non sono esibizionismo, ma volontà di condivisione di un sentimento profondo,una fervida preghiera e un devoto ringraziamento per i doni ricevuti.

Quest’anno, in città, non ci sono luminarie, fuochi d’artificio, bancarelle dai caratteristici odori di torrone e dei dolciumi, manca l’armonia festosa delle candelore nei quartieri e per le vie della città, ma la festa intreccia la devozione e l’arte e l’intervento dell’imprenditrice ha raccontato del velo miracoloso di Sant’ Agata, protettrice delle tessitrici, le quali per tradizione nei giorni della festa, per rispetto della Santa, non lavoravano al telaio.

Questa pandemia cesserà e le cicatrici che lascerà con la perdita di persone care, la crisi economica e lavorativa, la mutazione di stili relazionali richiedono un “balsamo” spirituale capace di guarire e dare conforto, forza e coraggio.

L’esemplarità della giovane Agata che si fa dono per la sua Città, la protegge, la custodisce, la difende, resti un monito per i “Cittadini, devoti tutti” a seguire il suo esempio di vita cristiana ed essere sempre un dono per gli altri”.

Ultima modifica: Gio 4 Feb 2021