Professione

Le notizie che riguardano il giornalismo e la comunicazione

Fare il giornale nelle scuole, il nuovo bando.

Torna il concorso ‘Fare il giornale nelle scuole’, promosso dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, per la valorizzazione dell’attività giornalistica, come strumento di arricchimento comunicativo e di modernizzazione del linguaggio.

I giornalisti sportivi e l'odio sul web: la prima regola è non essere tifosi, la seconda fare le domande giuste (4)

Sia in qualità di addetto ai lavori in materia di comunicazione che di appassionato di sport, ed in particolare di calcio, disciplina alla quale ho dedicato molti anni, non ho potuto esimermi dalla lettura, seppure sporadica, delle ultime vicissitudini di calciomercato e dei relativi commenti di colleghi della stampa e tifosi. In seguito al post di Matteo Billi e alle riflessioni dei colleghi dell'Unione cattolica della stampa italiana, l'interrogativo su come i giornalisti possano fermare il fenomeno dei commenti palesemente rabbiosi e offensivi dell'opinione pubblica via social network non mi ha ovviamente lasciato indifferente.

'No, padre Alex, c'è qualcuno che parla spesso dell'Africa'. Una risposta all'appello-denuncia di Zanotelli.

Pubblichiamo una risposta alla denuncia-appello di padre Alex Zanotelli sui silenzi dei giornalisti italiani sull'Africa (leggi qui).

"Caro padre Alex, rispondo a titolo personale. Mi avvilisce questa generalizzazione. Non credo che tutti i giornalisti siano come tu li metti all'indice.

Ce ne sono diversi nel panorama italiano che seguono i paesi da te elencati. Forse non scrivono per le testate che segui. Te ne cito una di testata: TV2000.

Mi rendo conto che è autoreferenziale, ma ti invito lo stesso ad ascoltare il TG2000 delle 18,30 oppure le edizioni delle 20,30 e delle 12. Inoltre, ti invito a contattare i tuoi confratelli a Bangui, nella Repubblica Centrafricana, e chiedere a loro se negli ultimi tre anni sia andato qualche giornalista a trovarli nella parrocchia di Fatima.

Caro padre Alex, c'è qualcosa di peggio del silenzio mediatico: la procurata frustrazione di essere relegati in questo silenzio pur avendo parlato"

* L'autore, Maurizio Di Schino, è giornalista inviato di Tv2000

La scelta che possono fare i giornalisti per frenare odio e insulti social agli idoli dello sport (e non solo) / 3

L'animosità spesso volgare dei tifosi di calcio nei confronti dei loro beniamini è un fenomeno inquietante. Non è certo l'unica fatica che si vive nel mondo del calcio contemporaneo: si pensi, per esempio, al ruolo sempre più preponderante delle tifoserie e dei loro "improbabili" leaders nella gestione stessa delle partite.