Idee

Questo è un nuovo spazio del sito per riflettere su un tema centrale della nostra dimensione di “comunicatori” e suscitare un dibattito a distanza. Dopo le prime riflessioni, dedicate alla disintermediazione di cui parla a più riprese il rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione e ad alcune proposte per il futuro dell'Ordine dei Giornalisti e degli altri organismi di rappresentanza dei professionisti della comunicazione, ci siamo occupati anche della "violenza in tv e nei mass media" e di parole e di linguaggio, nel nostro racconto quotidiano dei fatti. Adesso spazio proprio all'odio e agli insulti "social" contro gli sportivi. 

(3) - La scelta che possono fare i giornalisti per frenare odio e insulti social agli idoli dello sport (e non solo)

L'animosità spesso volgare dei tifosi di calcio nei confronti dei loro beniamini è un fenomeno inquietante. Non è certo l'unica fatica che si vive nel mondo del calcio contemporaneo: si pensi, per esempio, al ruolo sempre più preponderante delle tifoserie e dei loro "improbabili" leaders nella gestione stessa delle partite.

(2): i giornalisti possono 'educare' all'uso dei social

Prosegue il confronto sulla violenza di alcuni commenti sul calcio e sullo sport e sul ruolo di noi giornalisti per arginare il fenomeno..Il secondo intervento è di Riccardo Clementi, e mette l'accento sulla necessità della sensibilizzazione, il primo lo trovate ancora qui.

L'odio e gli insulti agli idoli del pallone. Come i giornalisti possono fermare il fenomeno? (1)

L’ultima e clamorosa vicenda di calciomercato scatena una violenta campagna d’odio e di insulti sui social network. Sul nostro sito apriamo un dibattito, che trasferiamo anche nella rubrica “idee”: non vogliamo tanto analizzare le ragioni (ove mai ci fossero) di queste perversioni dialettiche, ci proponiamo invece di pensare agli argini che il giornalismo (e noi goornalisti) possiamo creare (a.r.)

Sono ancora nell’aria gli echi della vicenda Donnarumma-Raiola-Milan quando (pseudo-)tifosi di calcio tornano a popolare il web con insulti a Leonardo Bonucci che passa dalla Juve al Milan.
Twitter e Facebook - ma anche gli spazi dei commenti nei siti dei giornali - sono zeppi di improperi che, fino a qualche decennio fa, non erano accettati nemmeno nei bar dello sport.