Idee

Questo è uno spazio del sito per riflettere su un tema centrale della nostra dimensione di “comunicatori” e suscitare un dibattito a distanza. In alcuni periodi dell'anno diventa anche un modo di produrre contributi a tema.  

Cambiamo il nostro sito. Insieme.

Questo sito, nella forma con cui si presenta oggi, compie cinque anni. E, lo sappiamo, un lustro è come un’era, per internet. Così pensiamo di cambiarlo un po’, nei prossimi tempi. Abbiamo delle idee, le condividiamo nella nostra associazione, ma ora vogliamo aprire un percorso partecipativo più ampio. Come dovrebbe essere? Quali contenuti dovrebbe privilegiare? Come si può stimolare l’interazione con chi lo legge? E quali modifiche grafiche si rendono più opportune?

Il mestiere delle parole - #ilmiopresepe/6

Il Verbo si fece carne. E venne ad abitare in mezzo a noi. Quest’anno non ho fatto il presepe. Come peraltro mi capita spesso, da qualche tempo. Se lo avessi fatto avrei probabilmente inserito qua e là, degli intrusi. Come quando ero bambino. Magari il modellino di un'ambulanza, un soldatino o la statuetta di un medico in camice. A ricordare, se ce ne fosse bisogno, che questo è stato un Natale molto particolare. Il Natale di un anno che ci ricorderemo per la sofferenza, la mancanza di libertà, la solitudine e la crisi economica deflagrante. Ma anche per la solidarietà, le relazioni a distanza e le opportunità di crescita individuale.

Il presepe dei filosofi... e dei giornalisti - #ilmiopresepe/5

Nel presepe c’è posto anche per la filosofia. Filosofa a tutti gli effetti è Maria la quale, dice Luca, medita nel suo cuore gli avvenimenti di cui è testimone. Il suo meditare, infatti, è proprio quello dei filosofi, un symballein – letteralmente gettare o mettere insieme, confrontare, paragonare – con il quale la Madre di Dio mette in relazione, interroga, scava i segni e le parole che accompagnano la nascita di suo Figlio, esercitando nel senso più alto l’arte del pensare.

E se è vero, come intuì Platone e poi sviluppò Aristotele, che all’origine della filosofia c’è la meraviglia, allora il presepe, specie quello napoletano, ha un altro filosofo laureato. È il pastore della meraviglia...

I segni che il giornalista deve riconoscere per dare la buona notizia - #ilmiopresepe/7

Secondo il Vangelo di Luca, l’angelo del Signore appare ai pastori, dice loro: “Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia”(2,12). “Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: 'Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere'. Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia” (2, 15-16).

Storie di musica e di amore - #ilmiopresepe/4

Sul finire di questo annus horribilis, #ilmiopresepe vede in primo piano un anziano zampognaro. Lo accompagnano, dall’8 dicembre ma anche oltre, altri giovani musici pastori con le loro ciaramelle, risonanti motivi natalizi della tradizione: come il classico Quanno nascette Ninno di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, per Benedetto Croce “il più santo dei napoletani e il più napoletano dei santi”. E sono loro, non a caso, i più vicini alla grotta di Betlemme, dove celebrano con l’umile bellezza delle loro melodie l’Evento che ha cambiato la Storia: l’avvento del Bambino che rappresenta la sacralità dell’infanzia e l’infanzia del sacro destinato, con la Buona Novella, a rivoluzionare il mondo con la legge aurea dell’amore.