Idee

Questo è uno spazio del sito per riflettere su un tema centrale della nostra dimensione di “comunicatori” e suscitare un dibattito a distanza. Abbiamo discusso dlla disintermediazione di cui parla a più riprese il rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione e di alcune proposte per il futuro dell'Ordine dei Giornalisti e degli altri organismi di rappresentanza dei professionisti della comunicazione, ci siamo occupati anche della "violenza in tv e nei mass media" e di parole e di linguaggio, nel nostro racconto quotidiano dei fatti. Adesso vi offriamo la nostra sequenza di temi "in ordine alfabetico", che durante l'estate trovate anche nella home page per qualche giorno.  

20 - Z, l'ultima lettera del nostro 'alfabeto delle idee'

L’ultima lettera dell’alfabeto non la utilizziamo per introdurre un tema nuovo. Ci offre invece l’occasione per ringraziare i nostri collaboratori del loro prezioso e apprezzato contributo di idee; le riflessioni hanno animato le pagine del nostro sito in questo mese di agosto.

Hanno suscitato interesse tra i lettori, sono state molto condivise e hanno aperto anche dei dibattiti a distanza su argomenti di grande rilievo per noi giornalisti. Le lettere dunque sono state solo un ottimo pretesto per farci pensare di più.

Questi brani (dalla A di “Agosto e Adeguarsi alla realtà che cambia” alla V di “Via, per farsi prossimi con i Social”) sono ancora in primo piano nella nostra rubrica “IDEE”, a cui si accede più in basso dalla nostra home page. E qui resteranno per qualche settimana, in attesa magari di ripetere un’esperienza analoga in altri periodi dell’anno, o per altre circostanze.

E’un bell’alfabeto delle idee, che consigliamo a tutti di leggere o magari anche di ri-leggere una seconda volta.

V come 'Via' per farsi prossimi anche nei Social

A proposito della V di 'Via', vi riproponiamo la terza parte  della riflessione sull’essere cristiani al tempo dei Social, proposta qualche settimana fa da Alessandro Gisotti, vice-caporedattore della Radio Vaticana (Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede) e docente di Comunicazione alla Pontificia Università Lateranense. A fondo pagina trovate i link ai suoi contributi precedenti.

17 - T come 'Terrore' e 'Tragedia'. E questa è stata un'altra estate difficile da raccontare.

“T” come terrore, terrorismo, terremoto o anche più semplicemente tragedia. Nelle ultime settimane i giornalisti si sono trovati ancora una volta a raccontare fatti violenti che hanno colpito la vita di centinaia di persone. E mi pare che lo abbiano fatto - per la maggior parte - con professionalità, misura, deontologia ed etica.

18 - U come 'Umiltà'. E' la dote essenziale per un giornalismo al servizio della verità.

L'umiltà è la virtù dei forti perché "fa posto a Dio", ha detto Papa Francesco in occasione della Festa della Assunzione di Maria in Cielo. L'umiltà - cioè la capacità di apprezzare l'humus, la terra, e di rimanere con i piedi ben piantati al suolo - deve essere una delle doti principali anche per un giornalista. Soprattutto in questo periodo di grande trasformazione dell'informazione.

16 - S come 'Social Network'. Per il loro buon uso vale sempre il consiglio della nonna.

Danah Boyd e Nicole Ellison, due ricercatrici statunitensi, nel 2007 “profilarono” i social network sulla base di tre elementi fondamentali: la presenza di uno “spazio virtuale”, cioè di un forum in cui l’utente può costruire un proprio profilo, renderlo pubblico e accessibile, almeno in forma parziale agli altri utenti della Rete. Altra caratteristica di un social network è la possibilità di dare vita a una lista di altri utenti con cui entrare in contatto e interagire. Infine, la terza e ultima “dote” è la possibilità di analizzare i messaggi trasmessi e le connessioni con gli altri utenti.