Opinioni

Piccoli editoriali per la condivisione e il confronto

I mille volti della violenza che la pandemia ha svelato. E il ruolo (e le responsabilità) dei giornalisti

La violenza ha molti volti. Non tutti visibili. E non tutti scontati. Soprattutto quando a subirla, la violenza, è il “secondo sesso”. Ad ogni latitudine. E ad ogni età: neonate, bambine, ragazze, adolescenti, adulte. Persino anziane. A fare più spesso notizia, nei mezzi di comunicazione di massa, è però quasi esclusivamente la violenza che si vede: abusi fisici, brutalità, maltrattamenti, torture. Assassinii: Li chiamano femminicidi, e sono in inesorabile aumento. Ma sarebbe meglio definirli ginecidi. E non solo per puntiglio etimologico, semmai per assonanza con genocidio: ovvero, una strage. Silenziosa. Esasperata dalla pandemia globale. Che sembra aver scoperchiato il vaso di Pandora delle contraddizioni e dei mali dell’umanità. Come l’annosa guerra tra sessi, l’analfabetismo sentimentale e affettivo dilagante ai limiti dell’anedonia, le difficoltà relazionali in un diffuso disagio di civiltà.

Le periferie sono 'luoghi vitali'

Torna la nostra rubrica #deskdelladomenica. All'indomani della presentazione del terzo rapporto "Illuminare le periferie" (leggi qui), poponiamo questo articolo molto interessante di Carlo Cellamare, docente di Urbanistica all'Università La Sapienza di Roma: "Le periferie come luoghi vitali - Guardare la città dal punto di vista dell’abitare". E' stato scritto prima della pandemia, ma contiene lo stesso ottimi spunti per riprogettare il futuro delle nostre città (ar)

Le città d'Europa luogo del sacro

Mentre tante nostre città si svuotano per il nuovo lockdown, più o meno rigido, in #deskdelladomenica riproponiamo l'intervista di Roberta Leone a Ignazio Sanna, dal 2006 al 2019 arcivescovo di Oristano e da un anno presidente della Pontificia Accademia di Teologia. E' un contributo molto interessante che trovate nella rivista Desk (ndr)

Noi, di fronte alla morte

Una splendida giornata di sole, con i raggi che si riflettono sulle foto di una ‘città dormiente’, che a sua volta riflette gli umori della vita. Espressioni sorridenti, altre serie, altre un po’enigmatiche.