Opinioni

Piccoli editoriali per la condivisione e il confronto

Le città in transizione.

Oggi, per il nostro #deskdelladomenica, restiamo su temi legati all'ambiente. E così, dopo aver raccontato giorno dopo giorno quello che è accaduto al Forum di Greenaccord (compreso il contenuto del 'manifesto' finale), estraiamo dalla rivista Desk un interessante contributo sul movimento 'Città in trasnzione' e sulla 'Permacultura'-

8 marzo: le vittime della 'tempesta emotiva' e di una comunicazione distorta

Passerà alla storia come la sentenza della “tempesta emotiva”. Vissuta, nel mondo femminile e non solo, come un ennesimo passo indietro nel cammino dei diritti delle donne, scese in piazza con sdegno per protestare contro la scelta della Corte di assise di appello di Bologna – impugnata dalla Procura generale di Bologna che farà ricorso in Cassazione – di dimezzare la pena per Michele Castaldo: l’ulteriore femminicida, reo confesso, dell’ex fidanzata Olga Matei, ultima vittima di una scia di violenza che non accenna a cessare né a diminuire. E non soltanto in Italia. Ma questo fatto di cronaca - echeggiante stagioni, che si pensavano superate, di attenuanti giuridiche da “raptus” maschili e “delitti d’onore” - induce anche a riflettere più in profondità su quanto il filo della violenza sia tessuto, negli àmbiti in apparenza più diversi o distanti, dall’uso ipocrita e strumentale delle parole. Che passa sul corpo delle donne (e delle bambine e ragazze). E investe in pieno la nostra responsabilità di comunicatori sociali, nella corretta (in)formazione dell’opinione pubblica.

Attrezzarsi a interpretare la realtà urbana. Alcuni strumenti

Un nuovo appuntamento con  #deskdelladomenica, che ogni settimana puntualmente propone per intero un articolo della rivista Desk. Per riceverla a casa, anche in abbonamento, ucsi@ucsi.it

Vittorio Sammarco

«La costruzione della città non è mai soltanto un gesto singolo, un costruire per se stessi. È, piuttosto, un costruire insieme. (...) La città è l’artificio assoluto, realizzazione del progetto umano. (...) è sempre in progettazione, protesa verso il proprio futuro. La città è il luogo in cui l’uomo percepisce il cambiamento come progetto umano; il luogo in cui l’uomo intravede la propria modernità». Così il grande filosofo francese Paul Ricoeur in uno dei suoi numerosi saggi sulla vita urbana.