Opinioni

Piccoli editoriali per la condivisione e il confronto

La fiducia (nei giornalisti).

Oggi, nello spazio della riflessione domenicale, offriamo un interessante contributo che Federico Badaloni ha scritto per la nostra rivista Desk- L'articolo precedeva di poche settimane la pandemia e il primo lockdown, ma resta lo stesso molto attuale. Anche oggi infatti, come allora, il tema della 'fiducia' tra giornalisti e cittadini è centrale nel dibattito sulla nostra professione (ar)

Quelle parole di troppo nel calcio di oggi (con gli spalti vuoti)

Gli stadi vuoti amplificano i rumori dal campo, anche gli insulti e le parole "pesanti". L'assenza dei tifosi sugli spalti rivela una realtà sconcertante, quella di professionisti con stipendi da milioni di euro che si abbandonano spesso a provocazioni e turpiloquio. Qualche mese fa, con le tribune ancora piene, il nostro Riccardo Clementi aveva scritto questo pezzo sull'inciviltà di (certi) tifosi (ar)

Homo Sapiens e Macchina Sapiens

Proprio mentre valutiamo i drammatici effetti della pandemia anche sul lavoro e sull'economia, pubblichiamo un interessante contributo di Paolo Benanti, che nei suoi studi descrive il rapporto tra uomo e macchina, in un futuro che è già presente. E' un articolo scritto e pubblicato sulla nostra rivista Desk prima dell'emergenza di questi mesi, ma resta di grande attualità.

Comunicazione e Covid: ecco 'Pandemie mediali'

Segnalato anche dall'Ordine dei giornalisti nel proprio sito, torniamo a parlare di un libro che approfonidsce il rapporto tra la comunicazione e la pandemia. La nostra presidente Vania De Luca lo ha coordinato insieme a Marica Spalletta  Inseime hanno guidato un interessante confronto giovedì scorso per riprendere molti dei temi affrontati nella pubblicazione da una molteplicità di autori.(ndr)

PANDEMIE MEDIALI. Narrazioni, socializzazioni e contaminazioni del MediaVirus, a cura di Vania De Luca e Marica Spalletta, Aracne editrice pp 584, Euro 28.00

L’idea di questo volume è nata poco dopo il lockdown della primavera 2020, quando gli italiani cominciavano a uscire di casa accarezzando l’idea di una possibile ritrovata e progressiva normalità, le terapie intensive si svuotavano, i giornalisti tornavano in redazione e riprendevano più massicciamente le attività sul campo, le scuole e le università guardavano con speranza a un nuovo anno scolastico e accademico.