Parola e Parole

La solidarietà? inizia dagli ultimi! #Ripensiamoci / 8

Si è fatto un bel parlare, soprattutto durante le settimane del confinamento, che l’esperienza della pandemia ci avrebbe cambiato in profondità. Così come avrebbe aiutato a farci scoprire, una volta per tutte, la fratellanza fra tutti gli esseri umani, tutti ugualmente esposti al rischio di contagio. In realtà, lo spettacolo a cui assistiamo proprio in questi giorni in cui, dalla cosiddetta “fase 2”, stiamo rischiando di tornare a una impensabile “fase 1”, sta dimostrando che non è veramente così. E bene va facendo papa Francesco – nelle catechesi del mercoledì mattina – a provare a rimettere al centro i punti fermi che il vangelo ci propone, «il principio della dignità della persona, il principio del bene comune, il principio dell’opzione preferenziale per i poveri, il principio della destinazione universale dei beni, il principio della solidarietà, della sussidiarietà, il principio della cura per la nostra casa comune» (5 agosto 2020), immaginando che proprio la messa a fuoco di tali principi potrà aiutarci a navigare nelle acque di questa crisi mondiale.

Le ragioni laiche della risurrezione

Da quando la cultura ha affermato che “Dio è morto”, la parola “resurrezione” si utilizza sempre di meno nel vocabolario pubblico. Se va bene, ci si limita a sussurrarla. Se va male, la si confonde con la reincarnazione.

Abbiamo bisogno di Te, Dio della vita

Gesù entra a Gerusalemme, “il tuo re viene a te mite, seduto su un’asina” annota il Vangelo di Matteo per dimostrare che la promessa di Isaia si è avverata. E così entra anche oggi nella (mia) storia, attraversa le vie deserte delle nostre città e passa vicino alle nostre case, ma non si ferma perché la méta è Gerusalemme, la città di Dio. È l’asino, non un purosangue, che porta Gesù e rimanda al modo del suo regnare. In questa scena raffigurata e narrata fin dai primi secoli si prepara la Pasqua, la festa che celebra la liberazione dalla schiavitù. Insieme al Signore c’erano i discepoli che lo hanno seguito, oggi ci siamo noi che lo contempliamo, facciamo entrare dalla finestra del nostro occhio, l’immagine vivente che si deposita nel cuore della vita.

La cronaca della Croce di Cristo

“Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto”, scrive l’evangelista Giovanni nel suo Vangelo. Lo facciamo anche in un momento storico in cui il silenzio liturgico è avvolto dal silenzio sociale, quello di milioni di persone costrette a rimanere in casa, e dal silenzio del dolore di molte famiglie costrette a separarsi da chi muore senza nemmeno accompagnarli nella loro passione, per dirgli ‘non sei solo’.

Con Pietro, sull'unica barca del mondo

A differenza della diretta di Rai Uno, dove si è creduto opportuno riempire i silenzi con un commento da studio, la diretta di TV2000 della preghiera speciale di papa Francesco, nel pomeriggio di venerdì scorso, è stata impressionante. Una scelta decisamente coraggiosa e felice, quella di limitarsi a rimandare le riprese video e audio della TV vaticana: nient’altro che il rito e quello che lo accompagnava, in un tardo pomeriggio romano di fine inverno e di quasi totale coprifuoco.