occhetta

  • 'Non dobbiamo aver paura del lavoro che cambia'. Padre Occhetta intervistato dal giornale della diocesi di Cagliari

    Verso Cagliari (-3): intervista a Francesco Occhetta (da "Il Portico", settimanale della diocesi di Cagliari)

    Quattro termini che Papa Francesco nel capitolo 4 dell’Evangelii Gaudium mette in fila, quasi come una provocazione, sono diventati il tema della ormai prossima 48° Settimana Sociale dei Cattolici Italiani: il lavoro umano deve essere “libero, creativo, partecipativo e solidale”.
    Uno dei dodici membri dell’apposito comitato costituito dalla Cei per l’appuntamento del 26-29 ottobre a Cagliari è il gesuita padre Francesco Occhetta, scrittore di Civiltà Cattolica econsuete ecclesiastico nazionale dell'Ucsi, che ha raccontato in un interessantissimo libro, dedicato a chi sta cercando lavoro, cos’è il lavoro oggi, ma soprattutto cosa dovrà essere nel futuro prossimo.

  • 25/12 - Il racconto di un Vivente

    Va premesso. Il Natale non è un simbolo, una favola, una identità che separa da altre o un meta racconto. È tutto molto più semplice. Per il credente il Natale è la storia di un Vivente, che è nato da una vergine, ha vissuto come uomo, è morto in croce da innocente e giusto, poi è stato risuscitato dall’amore di Dio padre. Avere fede significa proprio questo, fidarsi e affidarsi a questa Vita che nasce e rinasce e continua a Vivere. È questa la storia di Gesù di Nazareth. Il buon giornalismo la deve raccontare così, senza edulcorarla o enfatizzarla.

  • 7/1 - Un'idea per il nuovo anno: incontrarci e confrontarci insieme sui temi della nostra rivista.

    Avere tempo per ritrovarsi è sempre più complicato. Vite frenetiche, acrobazie quotidiane per conciliare lavoro, famiglia, passioni e amicizie... ogni minuto diventa sempre più prezioso. Eppure il tempo dell’incontro è tempo da non rimandare e, anche, da preparare, per quanto possibile, con cura.

  • 7/1 - Un'idea per il nuovo anno: incontrarci e confrontarci insieme sui temi della nostra rivista.

    Avere tempo per ritrovarsi è sempre più complicato. Vite frenetiche, acrobazie quotidiane per conciliare lavoro, famiglia, passioni e amicizie... ogni minuto diventa sempre più prezioso. Eppure il tempo dell’incontro è tempo da non rimandare e, anche, da preparare, per quanto possibile, con cura.

  • A Trieste il primo AperiDesk. E l'iniziativa si diffonde...

    Primo #AperiDesk a Trieste, organizzato dalla ricostituita Ucsi regionale del Friuli Venezia Giulia. All’incontro, al Circolo della Stampa, hanno partecipato il consulente ecclesiastico nazionale dell’Ucsi Padre Francesco Occhetta (scrittore di Civiltà Cattolica) e Fabiana Martini, portavoce regionale di Articolo21.

    Anche l’aperitivo vero e proprio è stato ‘equo e solidale’, con i prodotti delle due “Botteghe del Mondo” di Trieste - “Brez Meja – Senza Confini”-

    Il momento centrale dell’#AperiDesk è stato naturalmente la presentazione dell’ultimo numero della rivista “Desk”, integralmente dedicato al tema delle migrazioni, che rimane di strettissima attualità. Presto iniziative analoghe saranno in programma in altre regioni.

  • Abbiamo bisogno di Te, Dio della vita

    Gesù entra a Gerusalemme, “il tuo re viene a te mite, seduto su un’asina” annota il Vangelo di Matteo per dimostrare che la promessa di Isaia si è avverata. E così entra anche oggi nella (mia) storia, attraversa le vie deserte delle nostre città e passa vicino alle nostre case, ma non si ferma perché la méta è Gerusalemme, la città di Dio. È l’asino, non un purosangue, che porta Gesù e rimanda al modo del suo regnare. In questa scena raffigurata e narrata fin dai primi secoli si prepara la Pasqua, la festa che celebra la liberazione dalla schiavitù. Insieme al Signore c’erano i discepoli che lo hanno seguito, oggi ci siamo noi che lo contempliamo, facciamo entrare dalla finestra del nostro occhio, l’immagine vivente che si deposita nel cuore della vita.

  • Appello per una scuola 'Penny Wirton' a Trieste. E il 15 febbraio c'è l'AperiDesk, dedicato al tema del 'racconto giornalistico delle migrazioni'

    "A.A.A. cercasi...". No, non è il tormentone sanremese che ci ha accompagnato nel corso dell'anno passato, ma è l'appello del Centro Culturale Veritas di Trieste che cerca volontari per avviare la Scuola 'Penny Wirton' Trieste.

  • Dal 20 agosto il Meeting di Rimini: si parlerà molto anche di comunicazione. Il 22 padre Occhetta su 'giovani e lavoro'.

    «Quello che tu erediti dai tuoi padri, riguadagnatelo, per possederlo»: è il tema dell’edizione 2017 del Meeting di Rimini che si aprirà il 20 agosto con 120 incontri e con ospiti da tutto il mondo...

  • Fake news e post verità, in dialogo con Francesco Occhetta.

    “Il terreno fertile delle fake news oggi è la cultura della post-verità, dove i fatti oggettivi sono meno influenti degli appelli a emozioni o credenze personali; l’antidoto allora sta nella ricostruzionedegli stessi fatti, nella verifica della loro aderenza alla realtà, nel controllodelle fonti”. Lo dice padre Francesco Occhetta, gesuita, consulente ecclesiastico dell’Ucsi, in questo interessante dialogo, che trovate cliccando qui e nella nostra home page, in basso.

  • Giornalismo e post verità, una sfida deontologica. La tavola rotonda conclusiva della Scuola Ucsi di Assisi.

    Ricostruire e dire la verità è la sfida deontologica più importante del giornalismo di tutti i tempi. Il giornalismo ha sempre avuto sete di verità, una verità “raccontata” ovviamente, penalizzata da un punto di vista, ma che in ogni modo deve rispondere alla realtà dei fatti. È stato questo il filo conduttore della tavola rotonda di domenica 24 settembre – dal titolo “Ricostruire e dire la verità. La sfida deontologica dei giornalisti nel tempo della post verità e dei neo populismi”–moderata dalla presidente Vania De Luca e con la quale si è conclusa la Scuola di formazione UCSI ad Assisi.

  • Giornata del Migrante - Il prossimo: l'orizzonte del volto e delle comunità per l'integrazione

    Oggi, domenica 29 settembre, si celebra la Giornata del Migrante. Abbiamo scelto per la rubrica #deskdelladomenica, per una lettura condivisa sul nostro sito, un contributo di padre Francesco Occhetta (estratto da "Desk" numero 4/2017, info e abbonamenti ucsi@ucsi.it). 

    Francesco Occhetta (2017)

    Il tema dell’immigrazione fa riemergere nella cultura la domanda delle domande: «Chi è il mio prossimo?». È questa la stella polare dell’Occidente che ha scelto di difendere e proteggere la dignità delle persone. Occorre farlo perché stanno gradualmente affiorando sentimenti di intolleranza profonda che, come piccole fiammelle, potrebbero devastare interi boschi.

  • Giovani, lavoro e dignità della persona umana. Martedì confronto al Meeting di Rimini.

    Tra le tante opportunità offerte anche quest’anno dal Meeting di CL, segnaliamo l’incontro su Giovani, Lavoro e Dignità della Persona umana di martedì 22 agosto alle 11.15 presso il salone B3 della Fiera di Rimini.
    Interverranno Mauro Magatti, Professore Ordinario di Sociologia Generale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Segretario del Comitato Scientifico e Organizzatore delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani, Francesco Occhetta, Giornalista e Scrittore, e Mons. Filippo Santoro, Arcivescovo di Taranto, Presidente del Comitato Scientifico e Organizzatore delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani.
    Data l’importanza che questo tema ha anche per l’Ucsi, parteciperà all’incontro anche un nostro inviato, e presso la Sala Stampa del meeting, che ringraziamo per la disponibilità, sarà in distribuzione il numero di Desk su Raccontare il #Lavoro. Di seguito una riflessione di padre Francesco Occhetta sul messaggio inviato dal Papa al Meeting

  • Giovani, lavoro e dignità: 'il futuro si costruisce insieme', Il confronto di oggi al Meeting di Rimini, verso la 'settimana sociale'.

    "Siamo chiamati a discernere fra lavori umani e lavori disumani". E partecipare così alla costruzione di ciò che Dio ha fatto nella creazione. Con un applauditissimo intervento al Meeting di Rimini, padre Francesco Occhetta giornalista di Civiltà cattolica e consulente ecclesiale dell'Ucsi ha anticipato alcuni dei principali temi che saranno oggetto a Cagliari, alla fine di ottobre, della quarantottesima edizione delle "Settimane sociali" dei cattolici italiani.

  • Giovedì 15 il nostro primo AperiDesk a Trieste, con Francesco Occhetta e Fabiana Martini

    Ci siamo: manca poco al nostro primo #AperiDesk! Fremono i preparativi, si diffondono gli inviti, si mettono a punto gli ultimi dettagli per questo primo appuntamento smart che in Friuli Venezia Giulia si propone di rimettere in moto le attività dell'Ucsi regionale.

  • Giustizia riparativa e capovolta. L'incontro Ucsi nel carcere di Augusta

    I percorsi di mediazione e di riparazione tra vittime e attori del reato sono ancora poco usati in Italia e la legge li permette per i reati entro i 4 anni di reclusione. Percorsi che servono per le vittime, che possono esprimere e condividere il proprio dolore, e per il reo, che si responsabilizza e prende consapevolezza delle sofferenze provocate. Capovolgere la giustizia, senza che sia solo lo Stato a stabilirla, è possibile. A una condizione, però. Il primo passo di ogni riforma è sempre interiore. E’ un appello che nasce nella coscienza morale personale e comunitaria di un popolo”. Lo ha detto il consulente ecclesiastico nazionale dell’Ucsi Padre Francesco Occhetta a settanta giornalisti che, sabato mattina, hanno partecipato, per la seconda volta, al corso per la formazione dei giornalisti che si è svolta nella sala teatro “Enzo Maiorca” della Casa di Reclusione di Augusta, nell’ambito dell’evento formativo sul tema “Giustizia e informazione e la Giustizia capovolta”.

  • I sette grandi mali del lavoro e la sfida, oggi, della chiesa italiana. Padre Occhetta intervista il cardinale Turkson

    dall'inviata a Cagliari.

    Meritocrazia, competenze e cura del creato: la sfida della chiesa italiana alla Settimana Sociale, giunta alla 48* edizione, pone al centro dei lavori "il lavoro che vogliamo. Libero, creativo, partecipativo e solidale.

  • Il giornalismo nel tempo della post-verità

    Nella rubrica #deskdelladomenica oggi proponiamo alla vostra lettura (o ri-lettura) l’intervento integrale di padre Francesco Occhetta (scrittore di Civiltà Cattolica e consulente ecclesiastico dell’Ucsi), pubblicato nel numero della rivista Desk dedicato alla post-verità (all’inizio del 2017). Contiene molti spunti di rilievo, e tutti molto attuali.

  • Il Natale per ricominciare a vivere

    Colpisce sempre la potenza dell’annuncio storico del Natale: «All’epoca della centonovantaquattresima Olimpiade; nell’anno 752 dalla fondazione di Roma; nel quarantaduesimo anno dell’impero di Cesare Ottaviano Augusto, mentre su tutta la terra regnava la pace, nella sesta età del mondo, Gesù Cristo, Dio eterno e Figlio dell’eterno Padre, volendo santificare il mondo con la sua piissima venuta, essendo stato concepito per opera dello Spinto Santo, trascorsi nove mesi, nasce in Betlemme di Giuda dalla Vergine Maria, Dio fatto uomo».

    Sono parole su cui sostare. Qui mi limito ad aggiungere un trittico di pensieri su cui mi sono soffermato in questi giorni.

    Il primo: «Mentre regnava la pace» Dio si è fatto uomo. Per nascere Dio ha bisogno di pace, da quella interiore a quella sociale e politica. C’era pace nel cuore di Maria e nel cuore obbediente di Giuseppe per permettere al Verbo di rivestirsi di carne. La ricerca e la costruzione della pace permettono alla vita di risplendere dopo la notte delle guerre e delle violenze diffuse. Lo testimonia un antico documento, il Cronografo dell’anno 354. Da questa fonte conosciamo che a Roma si inizia a celebrare il Natale il 25 dicembre, “convertendo” la celebrazione pagana del solstizio d’inverno, Natalis Solis Invieti, la nascita del nuovo sole. È dopo la notte più lunga dell’anno che si celebra la nascita della Vita.

    Il secondo pensiero lo traggo da un noto scritto di Gregorio di Nissa che ci invita a pensare il Natale come un inizio sempre nuovo: «Vivere è l’infinita pazienza di ricominciare — scrive —. Noi andiamo tutti di inizio in inizio, attraverso inizi sempre nuovi. Perché con Dio, c’è sempre un dopo, Lui non permette che ci arrendiamo, o ci accomodiamo nelle nostre piccole e fragili sicurezze. Offre sempre a tutti una ulteriore possibilità, e non una volta soltanto, ma ogni volta di nuovo. È come se Dio ci dicesse: “vieni, con me vivrai solo inizi”». Sono righe che ci consegnano un’immagine potente in favore della vita che ricomincia. «Fiorito è Cristo ne la carne pura», ha scritto Dante.
    È come se camminassimo su un crinale in cui dobbiamo scegliere se sbilanciarci sul lato della morte o della vita.

    Il terzo pensiero è della poetessa Wyslawa Szymborska, quando scrive: «Alla nascita di un bambino il mondo non è mai pronto. (...) Non c’è vita che almeno per un attimo non sia immortale. La morte è sempre in ritardo di quell’attimo». Sono parole che ci ricordano la forza del dono e il dovere della responsabilità. Come ogni dono in cui si fa presente il donatore si fa esperienza di un profondo senso di gratitudine e di immeritata generosità. Accogliere invece un bambino da tenere in braccio e da far crescere ci impone un dovere di responsabilità. Parlare di pace, di giustizia, di perdono non è filantropia, ma responsabilità alla vita. E tutto questo vale anche per chi, come i giornalisti costruiscono opinione pubblica.

    A tutti buon Natale!

    foto: La paternità (R-Guttuso)

  • Il prossimo: l'orizzonte del volto e delle comunità per l'integrazione

    Il 'Desk della domenica' (estratto da "Desk" numero 4/2017, info e abbonamenti ucsi@ucsi.it). Pubblichiamo integralmente l'intervento di Francesco Occhetta s.i., consulente ecclesiastico dell'Ucsi e scrittore di 'Civiltà Cattolica', pubblicato integralmente nell'ultimo numero della rivista. 

    Il tema dell’immigrazione fa riemergere nella cultura la domanda delle domande: «Chi è il mio prossimo?». È questa la stella polare dell’Occidente che ha scelto di difendere e proteggere la dignità delle persone. Occorre farlo perché stanno gradualmente affiorando sentimenti di intolleranza profonda che, come piccole fiammelle, potrebbero devastare interi boschi.

  • Il racconto giornalistico delle nuove povertà, un dialogo sul nostro sito

    Nella finestra dell’agenzia Sir, sul nostro sito, potete leggere il resoconto attento e completo delle varie fasi della celebrazione del Giubileo degli “esclusi”. Le parole e i gesti del Papa, certamente, invitano ad una riflessione profonda anche noi giornalisti, chiamati a “vedere, comprendere e narrare” (padre Francesco Occhetta, leggi qui www.ucsi.it/parola-e-parole-contenuti/8279-vedere,-comprendere,-narrare.html ) anche questa dimensione così vera e dirompente della nostra società. Ma come lo stiamo facendo? Quale attenzione dedichiamo a chi vive al di là del giro dei “soliti noti” che di solito interpelliamo, intervistiamo, commentiamo? E quale discernimento applichiamo in particolare nel “racconto giornalistico delle nuove povertà”, di quei fenomeni insomma che stanno emergendo adesso in forma nuova, insolita e grave, così come sono descritti anche nell’ultimo rapporto della Caritas?
    Lo faremo chiedendo il contributo di analisi e di idee a tanti interlocutori diversi, soprattutto a coloro che ogni giorno vivono a contatto con l’esperienza dello “scarto” nella società di oggi. Proveremo ad evidenziare anche i rischi, sempre presenti quando affrontiamo questi temi, di un’informazione “distorta”, “urlata”, “retorica”. E’ un’attenzione, la nostra, che è il frutto di questo Giubileo della Misericordia. E che potrà aiutare tutti noi a crescere, anche professionalmente.